Le sculture in movimento di Calder

Il Palazzo delle Esposizioni dedica una retrospettiva all’artista americano. In mostra 160 opere: da quelle degli anni giovanili a capolavori mai esposti nella Capitale di Francesca Romana Cicero

A Calder (1898-1976), l’americano che ama comporre il movimento, il Palazzo delle Esposizioni dedica una retrospettiva che si avvale dei prestiti di prestigiose istituzioni.

La pesantezza del vivere dell’uomo del ‘900 è sfidata dallo scultore che libra masse pesanti e leggere verso il cielo, verso un universo spaziale e sensoriale non circoscrivibile, non misurabile. Come non misurabile è la velocità che proietta, con fulminei percorsi, materiali non convenzionali in linee curve asimmetriche. Curve che costituiscono innumerevoli variazioni di grazia e leggerezza che ruotano, si torcono e contraggono l’una dentro l’altra, per il solo piacere d’affermare la loro esistenza.

Nessun significato nascosto è da ricercare in quelle linee, vuote o piene, se non un richiamo alla nostra sensibilità percettiva, che in quella raffinata semplicità d’arte non-figurativa educa il visitatore all’osservazione e alla conoscenza di forme che, in modo imprevedibile e bizzarro, occupano spazi e volumi ariosi.

Spazi reinterpretati dai “mobile” (sculture in movimento) di un artista come Calder che, passando per il dadaismo, il surrealismo ed astrattismo, ha superato qualsiasi definizione di genere. In mostra anche le opere giovanili raffiguranti animali (“Dog” e “Duck”) che contengono, per così dire, quasi abbozzate le opere maggiori di quest’ingegnere meccanico che, facendo riferimento alla sua famiglia d’origine tutta dedita all’arte, soleva dire: «Non sono stato allevato, ma impastato».

La mostra – che consta di 160 pezzi tra “mobile”, “stabile” (sculture statiche), dipinti ad olio e gouache, sculture in legno e fil di ferro, bronzi e gioielli – presenta in apertura, collocata nella Rotonda centrale del Palazzo, l’imponente “Pittsburgh” (normalmente appeso nell’aeroporto della città omonima), circondato da modelli di sculture monumentali. Tra gli altri, ricordiamo il modello per “Teodelapio” (dal nome di un duca longobardo), commissionato all’artista per il Festival dei Due Mondi di Spoleto del 1962: opera che costituisce uno dei pochi esempi contemporanei di scultura monumentale in Italia.

La mostra, suddivisa in sette sezioni, prosegue con la scultura “Romulus and Remus” – un ritratto dei fondatori di Roma allattati da una lupa in filo metallico e fermaporte di legno, esposto nella Capitale per la prima volta –, fino a concludersi con “Glass Fish” – elegante esempio dei pesci di vetro realizzati da Calder, i cui corpi, costituiti da luccicanti frammenti di vetro, ispirano la contemplazione della luce e del movimento.

La mostra è completata dalle fotografie di Ugo Mulas, che ritrae alcune opere e l’amico Calder tra il ’63 e il ’68.

“Calder” c/o Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale, 194. Fino al 14 febbraio 2010. Curatore: A. S.C. Rower. Catalogo: 24 Ore Motta Cultura – Gruppo 24 Ore, con marchio Federico Motta Editore 35 euro in mostra. Orario: martedì, mercoledì, giovedì e domenica: dalle 10 alle 20; venerdì, sabato: fino alle 22.30; lunedì: chiuso. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura. Durante il periodo natalizio sono previsti i seguenti orari: 24 e 31 dicembre dalle 10 alle 14; 25 dicembre e 1° gennaio dalle 16 alle 22.30. Aperture straordinarie: lunedì 7 dicembre, lunedì 28 dicembre e lunedì 4 gennaio dalle 10 alle 20. Biglietti: intero 12,50 euro; ridotto 10 euro; scuole 4 euro per studente, dal martedì al venerdì (esclusi i festivi). Per i gruppi e le scolaresche la prenotazione è obbligatoria. Il biglietto permette di visitare tutte le mostre in corso al Palazzo. Info: 06.39967500.

24 novembre 2009

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