Monsignor Galantino al GP2: «Puntare sulla famiglia»

Il segretario della Cei ha introdotto gli incontri sull’Evangelii Gaudium promossi dalle Acli di Roma. La presidente Borzì: «Dotarci di occhi nuovi per leggere le esigenze della nostra città» di Christian Giorgio

È sulla scorta di quella «gioia» e di quella «volontà di mettersi in gioco» descritte da Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium che arriva il consiglio di monsignor Nunzio Galantino: «Trasformare la crisi della famiglia» in una «straordinaria opportunità». Sono parole, quelle del segretario generale della Cei, che si caricano di significato perché pronunciate proprio nel giorno in cui è stato presentato l’Instrumentum Laboris, che sintetizza le risposte delle Chiese locali al questionario sulla famiglia proposte dal documento preparatorio al prossimo Sinodo.

Introducendo il ciclo di approfondimenti sull’Evangelii Gaudium, promosso dalle Acli di Roma e provincia – giovedì 26 giugno – al centro giovanile Gp2, monsignor Galantino ha chiarito che «si può investire in modo innovativo nella famiglia composta da mamma, papà e figli, senza rischiare di snaturarla». Molte volte, invece, i governanti «preferiscono dare più credito alle diverse scimmiottature della famiglia piuttosto che risolvere le complessità in cui vivono quelle tradizionali».

Ma se è vero che «la complessità non può essere risolta semplificando il problema», il vescovo Galantino ha invitato anche a non assumere «facce troppo penitenti» quando ci si accosta a quel Vangelo che deve essere «soluzione» e «risorsa» per affrontare le difficoltà della vita. Francesco «mostra la via» da questo punto di vista; «è la gioia la caratteristica che contraddistingue il cristiano, quella che nasce dall’incontro personale con il Signore».

Lo stesso incontro che, come dice il Papa, rende la Chiesa missionaria, «in uscita». Attenzione però a non ridurre il tutto a sterili slogan, ha sottolineato il vescovo di Cassano all’Ionio, perché si sa, «quando ci piace una frase, noi cattolici non badiamo a spese». La Chiesa deve «seriamente abbandonare le comodità per raggiungere le periferie esistenziali di cui parla Francesco». Essere «in uscita» vuol dire «mischiarsi», «coinvolgersi», «come ha fatto il Papa visitando la mia diocesi: Francesco si è mischiato con la gente di Calabria, facendo cadere qualsiasi barriera tra sé e gli altri».

E ancora: il cristiano deve «accompagnare» e «fruttificare». Quest’ultimo verbo, ha riflettuto Galantino citando il Papa, «non sempre ha a che fare con noi; anzi, gran parte delle volte è opera esclusiva dello Spirito del Signore». Supportati da questa consapevolezza e dall’aiuto dello Spirito, «accogliamo – ha concluso il presule – l’invito del Papa ad essere audaci e creativi, per abbandonare una volta per tutte il criterio del “si è fatto sempre così”. In questo modo la Chiesa diventa missionaria, quando faremo tutti, non solo i preti, “puzza di pecora”».

Proprio quello di «assimilare» le parole del «Vescovo di Roma» contenute nell’Evangelii Gaudium sarà l’obiettivo del ciclo di sei incontri organizzati dalle Acli di Roma e provincia nel centro Gp2 gestito con il Servizio diocesano per la pastorale giovanile. La presidente, Lidia Borzì ha sottolineato come in «un momento di oscuramento collettivo come questo, a noi cristiani» venga chiesto di «portare speranza, di illuminare le ombre con la luce del Vangelo». Ombre che avvolgono «il lavoro, la famiglia; punti nevralgici sui quali le Acli sono impegnate – ha detto la presidente Borzì – giorno per giorno». L’approfondimento e la contestualizzazione dell’Evangelii Gaudium diventano così «un modo per dotarci di occhi nuovi per leggere la nostra città e le sue priorità – ha concluso Borzì -, ma soprattutto per dare nuovo impulso e concretezza al nostro impegno e per avere una bussola che ci dia il giusto orientamento».

Alla presentazione è intervenuto anche il presidente nazionale delle Acli, Gianni Bottalico, che ha invitato il Papa, attraverso monsignor Galantino, ai festeggiamenti per l’anniversario dell’associazione: «L’anno prossimo le Acli compiranno 70 anni – ha detto Bottalico -. Continueremo ad impegnarci nella testimonianza del messaggio del Santo Padre, affinché non resti un semplice annuncio; noi vogliamo incarnarlo».

27 giugno 2014

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