Monsignor Galantino nominato segretario Cei per un quinquennio

Il vescovo di Cassano allo Jonio cessa l’interim al quale era stato chiamato da Francesco il 28 dicembre 2013. «Il mio impegno – ha dichiarato -: superare la povertà relazionale» di R. S.

A conclusione del Consiglio episcopale permanente, è arrivato l’annuncio della nomina di monsignor Nunzio Galantino a segretario generale della Cei per un quinquennio. Il vescovo di Cassano allo Jonio cessa così l’interim al quale era stato chiamato sempre da Francesco lo scorso 28 dicembre. In questi giorni il Consiglio episcopale della Cei ha preparato le proposte di modifica dello statuto per quanto riguarda la nomina del presidente, che potrebbe essere scelto tra una rosa di nomi votata dai vescovi italiani oppure eletto direttamente da loro. Il pontefice invece ha deciso di non modificare al momento la procedura per la nomina rendendo elettivo tale incarico.

Il vescovo, nato a Cerignola (Foggia) il 16 agosto 1948, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 9 dicembre 2011. Alla guida della Cei è subentrato dopo che Mariano Crociata, segretario generale dal 2008, è stato nominato nel novembre 2013 vescovo di Latina – Terracina – Sezze – Priverno. Al momento della lettura del messaggio di Francesco che annunciava la prima nomina ad interim, nel dicembre scorso, aveva commentato: «Se penso a quanti prima di me hanno reso questo servizio, dico che c’è voluto un bel coraggio da parte del Papa a chiamarmi. Siccome però sono uno che si fida degli altri, sono certo che, sostenuto dal buon Dio, certo della fiducia di Papa Francesco, accompagnato dalle tante persone che mi vogliono bene e alle quali voglio bene, posso intraprendere anche questa bella e impegnativa avventura in una Chiesa e per una Chiesa che amo».

Il Consiglio permanente ha rilasciato una dichiarazione, letta dal cardinale presidente Angelo Bagnasco nella sessione di questa mattina, mercoledì 26 marzo, nella quale esprime riconoscenza al Papa e «cordiale stima e accoglienza» al segretario, nella fiducia che saprà continuare «a promuovere la fraternità e la partecipazione, con disponibilità all’ascolto e dialogo costante». Prendendo la parola subito dopo di lui, monsignor Galantino a ringraziato il Santo Padre «per la fiducia che ha avuto e che poggia su quello che il Consiglio permanente gli ha offerto come materiale sul quale pronunciarsi», ma anche «i confratelli vescovi e i reverendissimi cardinali che hanno presentato il mio nome per questo servizio». Quindi ha affermato di «prendere come impegno» le parole di augurio del cardinale Bagnasco, ovvero di «continuare a servire la Chiesa che è in Italia. E soprattutto servirla cercando di moltiplicare i miei sforzi perché ci siano relazioni, relazioni e relazioni. Tra persone, prima che tra Uffici. Relazioni leali, belle, pulite, costruttive. Perché, come sapete, tra i nostri temi non c’è soltanto la povertà economica, c’è soprattutto la povertà relazionale in questo momento». Per il segretario generale, «tutta la passione che stiamo mettendo a favore delle povertà, delle crisi economiche, può essere anche impiegata per superare questa povertà relazionale». È questo, ha assicurato monsignor Galantino, «il mio impegno».

26 marzo 2014

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