Neve a misura di bambini. I consigli degli esperti
Sul portale del Bambino Gesù suggerimenti e indicazioni per rendere sicura la permanenza dei piccoli sulla neve di Federica Cifelli
L’ospedale pediatrico Bambino Gesù
«Indossare il casco per proteggersi al meglio. E poi moderare la velocità quando ci si trova su piste affollate, nel rispetto e nella sicurezza di tutti gli sciatori». Sono i consigli di Kristian Ghedina, il discesista impegnato proprio in questi giorni nelle Olimpiadi invernali di Torino, che dalle pagine del portale dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù interviene insieme a Debora Compagnoni e agli specialisti della struttura sanitaria con suggerimenti e indicazioni per una settimana bianca a misura di bambino.
A contenerli è lo “Speciale sport invernali” disponibile dall’home page del portale. Una serie di risposte concrete a problemi che vanno dalla prevenzione degli incidenti sulle piste alla scelta delle singole attività a seconda dell’età, dall’alimentazione per gli sciatori in erba alle protezioni per la pelle e per gli occhi anche per chi, pur non sciando, è esposto agli agenti atmosferici in montagna come in città. Sulla neve, si legge, «i ragazzi devono iniziare la giornata con una buona colazione (ricca di zuccheri), indossare indumenti adeguati alla temperatura e soprattutto non devono dimenticare di utilizzare il casco». In particolare, si consiglia di «mantenere alto il livello di attenzione nelle prime ore del pomeriggio», le più rischiose per incidenti e traumi. E ancora, di «sciare nelle ore in cui le piste sono più libere e ancora ben battute, senza sopravvalutare le proprie capacità e tenendo conto delle difficoltà della pista».
A ragazzi, genitori e operatori del settore gli esperti del Bambino Gesù forniscono anche indicazioni specifiche per le questioni di salute più delicate del rapporto bambini-neve, fornendo anche dettagliati approfondimenti per chi è affetto da patologie croniche. Sezioni specifiche dello Speciale infatti riguardano Il bambino allergico e gli sport invernali; Il bambino asmatico e lo sci; Il paziente neuropatico: sport e montagna. Un’ultima parte infine è riservata a Le indicazioni dello psicologo.
14 febbraio 2006