Occupazione, la sfida della formazione
Preparazione, impresa e lavoro al centro del seminario dedicato a “I giovani e la crescita” che si è svolto all’ateneo del Laterano. Montezemolo: «Si devono garantire a tutti le stesse opportunità» di M. Alt.
«I giovani devono studiare di più e laurearsi prima, per essere competitivi anche rispetto alla media europea». Lo ha ribadito il vice ministro del Lavoro e delle politiche sociale Michel Martone intervenendo ieri, giovedì 23 febbraio, al seminario “I giovani e la crescita. Formazione, impresa e lavoro”, presso la Pontificia Università Lateranense. Sullo sfondo, la grande questione della disoccupazione giovanile, per la quale «non basta una legge dello Stato per trovare una soluzione», ha osservato Martone, auspicando una piena collaborazione di tutte le istituzioni.
L’incontro, organizzato dall’Accademia internazionale per lo sviluppo economico e sociale (Aises) in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria e moderato dal direttore di Avvenire Marco Tarquinio, si è aperto con la riflessione del rettore dell’ateneo monsignor Enrico dal Covolo. «Nei giovani c’è oggi un disagio profondo – ha affermato il presule -, di fronte a una vita che si presenta povera di prospettive» e che risulta dominata «dal provvisorio e dal precario». In questo panorama, ha continuato, prevale «il nichilismo: non c’è niente per cui valga la pena impegnarsi e lavorare». Quindi, un’ulteriore constatazione: «Non tutti i sistemi economici sono adeguati all’etica cristiana», ovvero sono capaci di valorizzare realmente la dignità della persona e di rispondere alla sua vocazione.
Di questo è convinto anche il vescovo eletto monsignor Lorenzo Leuzzi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, che ha parlato di «svuotamento sul piano esistenziale» e della necessità di ripensare la formazione per motivare l’impegno dei giovani, nello studio prima e nel lavoro, poi. «Occorre – ha affermato – offrire una preparazione culturale ampia» capace di orientare le nuove generazioni affinché «si impegnino nella società anche cristianamente». D’altro canto ai giovani è richiesto, ha sottolineato Luca Cordero di Motezemolo, sfruttare le opportunità che la scuola offre, preprandosi e migliorando sempre, fino ad eccellere. «Il lavoro e il successo – ha rilevato il presidente dell’associazione Italia futura, oltre che della Ferrari – non arrivano né all’improvviso né per caso ma solo a fronte di un profondo impegno».
L’imprenditore ha quindi posto l’attenzione sul tema della meritocrazia, parametro imprescindibile nella valutazione della professionalità, e sul cosiddetto “ascensore sociale”. «Si devono garantire a tutti – ha detto – le stesse condizioni. Si deve dare a tutti la possibilità di vincere la gara indipendentemente dalla macchina che guidano». Anche perché, gli ha fatto eco Valerio De Luca, presidente Aises, «i giovani hanno bisogno della crescita del Paese, ma la crescita necessità della spinta dei giovani. Della loro fiducia». A tirare le somme dell’incontro, l’economistaFiorella Kostoris, che ha richiamato la necessità di una valutazione oggettiva delle competenze affinché, nel mondo del lavoro, la selezione sia realmente meritocratica. Quindi ha auspitacato una formazione sempre più trasversale, «completa di sapere, saper fare e saper essere».
24 febbraio 2012