Oltre il battesimo: la fede a misura di bambino

Il cammino dei genitori che chiedono il sacramento per i propri figli nella parrocchia della Trasfigurazione. Per i più piccoli le catechesi del «Buon Pastore» con il metodo Montessori di Mchela Altoviti

Per le famiglie un libro sull’educazione religiosa di R. S.

Preparare i genitori a vivere con e per i propri figli il sacramento del battesimo. Questo il senso dell’esperienza nata nel 1996 nella parrocchia della Trasfigurazione, a Monteverde Nuovo. Un gruppo di catechisti, coordinati dal parroco, monsignor Battista Pansa, cura con riscontri ampiamente positivi la pastorale battesimale e, insieme, l’educazione religiosa in famiglia: «Siamo partiti – raccontano i responsabili Sandro ed Elvira Cescon, protagonisti di una testimonianza al Convegno diocesano del giugno scorso – da una duplice considerazione: che troppi battezzati non si sentono parte della comunità ecclesiale e che dopo il battesimo la maggior parte dei bambini non riceveva alcuna educazione religiosa».

Da qui la volontà di accompagnare e sostenere quei genitori che chiedono il sacramento del battesimo per i propri figli e, insieme, «una risposta alta a ciò che è loro accaduto, – spiega il parroco – all’evento che ha cambiato la loro vita». Fin da subito si è avvertita la necessità di incontrare le famiglie nelle loro case: «Era ed è quello il luogo più adatto per la catechesi battesimale», spiega Sandro Cescon. In particolare sono previsti due incontri durante i quali vengono illustrati i segni del sacramento d’iniziazione cristiana. Ha poi uno spazio di rilievo il momento della preghiera con il salmo del Buon Pastore: «In tal modo – continua il responsabile della catechesi – si fa comprendere ai genitori che in quel testo biblico il loro bambino viene presentato come una pecorella del Signore». Altra esigenza rilevata con chiarezza è quella di educare alla preghiera i genitori: «Abbiamo iniziato a proporre loro di fare il segno della croce sulla fronte del bambino al momento della buonanotte, soffermandosi anche a dire brevi parole di ringraziamento sul giorno che si chiude». Questo gesto viene accolto con entusiasmo perché i genitori, spiegano i catechisti, hanno bisogno di esprimersi nei riti: «Con quel suggerimento semplicissimo – spiega Elvira Cescon – tornano a creare un momento intimo di incontro con Gesù».

Vengono proposti anche altri momenti di preghiera semplice e legati alla quotidianità, come quello in cui si pone nella camera del bambino l’immagine della Madonna o in cui si comincia ad insegnargli la preghiera all’angelo custode, fino al momento delle prime visite in chiesa. I rapporti con le famiglie vengono mantenuti attraverso quattro incontri annuali nei tempi forti dell’anno liturgico e sembrano avere un riflesso significativo sull’intera famiglia, aiutando a dare una scansione religiosa allo loro vita.

Con questo scopo «da molti anni nella nostra comunità – spiega monsignor Pansa – è in atto anche l’esperienza della catechesi simultanea: i genitori accompagnano i figli all’incontro settimanale» che, animato da laici adulti, propone un’esperienza spirituale. Esperienza «che ha dato talvolta frutti di autentiche conversioni personali – prosegue il parroco – e ha anche fatto maturare in vari coniugi la vocazione e la disponibilità a mettersi a servizio dell’animazione di altri genitori». Da circa quattro anni è attiva in parrocchia la catechesi del Buon Pastore per bambini dai 3 ai 5 anni: «Catechesi creata da Sofia Cavalletti a partire dal metodo montessoriano – spiegano i catechisti -. Essa ha un luogo specifico che chiamiamo l’Atrio. In questo ambito si sviluppano nel bambino costanza nel lavoro, ordine, silenzio e concentrazione. L’ambiente e il materiale reale con cui si fa catechesi è a misura di bambino. Questo metodo permette al piccolo di maturare anche nella capacità di raccoglimento, fino ad arrivare ad esprimersi nella preghiera: può ascoltare l’annuncio religioso, meditarlo e viverlo secondo il suo ritmo, ad esempio, mediante il racconto delle parabole del Regno».

Adulti e bambini insieme, quindi, in ascolto della Parola per ricevere e vivere il dono della liberazione dal peccato originale nella fede della Chiesa perché «il battesimo – dicono Sandro ed Elvira Cescon – non è un sacramento intimo che riguarda la cerchia dei parenti e amici, ma un evento liturgico e comunitario». E il loro invito, per le comunità che vogliano intraprendere questo percorso di catechesi pre e post-battesimale, è quello di «impegnarsi senza timore nel costruire nelle nostre parrocchie quel tessuto vitale che permette di far conoscere la persona di Gesù».

5 dicembre 2011

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