Papa Francesco, «Famiglia lievito per la società»
Con la Messa in piazza San Pietro si è conclusa la Giornata della famiglia che ha portato a Roma più di 200mila fedeli da tutto il mondo. Monsignor Paglia: «È stata la nostra Emmaus» di Christian Giorgio
C’erano tanti passeggini quante sedie in alcuni settori di piazza San Pietro, domenica 27, in occasione del grande incontro delle famiglie con Papa Francesco. (FOTO) Erano oltre centomila le persone che si sono radunate in una giornata plumbea, che confondeva il grigio del cupolone con quello del cielo. A portare un po’ di colore c’erano le bandiere di 75 paesi dei 5 continenti presenti durante la due giorni dedicata alla famiglia nell’Anno della fede. Tanti di loro avevano già incontrato il Papa nella giornata di sabato 26, quando Francesco è arrivato sul sagrato di San Pietro accompagnato da dieci bambini e affiancato dall’arcivescovo Vincenzo Paglia, segretario del Pontificio Consiglio per la famiglia. E, se il giorno precedente il Papa ha sottolineato l’importanza del «sapersi perdonare» tenendo sempre a mente le tre parole «permesso, grazie e scusa», domenica Francesco ha approfondito quelle che devono essere le «caratteristiche fondamentali della famiglia cristiana».
La prima di queste ha a che fare con la preghiera. Essa deve assomigliare a quella del pubblicano citato nel Vangelo di Luca: «…la preghiera del povero, la preghiera gradita a Dio che “arriva fino alle nubi” mentre quella del fariseo è appesantita dalla zavorra della vanità». Il Papa ha quindi proseguito: «Alla luce di questa Parola, vorrei chiedere a voi, care famiglie: pregate qualche volta in famiglia? Qualcuno sì, lo so. Ma tanti mi dicono: ma come si fa? […”> non c’è mai un momento adatto, tranquillo in famiglia…». Erminio è sposato con Lucia, hanno due bambini. Con una piccola delegazione della parrocchia romana di San Leonardo Murialdo era in piazza e ha sentito bene la domanda del Pontefice: «Come ha detto il Papa, non è facile pregare tutti insieme in famiglia. Spesso capita di andare troppo di fretta e, a fine giornata, la stanchezza prende il sopravvento. Ma dopo oggi cercheremo di impegnarci di più» ha detto sorridendo. Come? Lo ha suggerito Francesco nella sua omelia: «con umiltà, riconoscendo che abbiamo bisogno di Dio come il pubblicano!» e con «semplicità», pregando insieme il «“Padre nostro” intorno alla tavola, non è una cosa straordinaria, è facile, dà tanta forza. E anche pregare l’uno per l’altro».
Riferendosi poi alla seconda lettura (San Paolo a Timoteo 4, 6-8. 16-18), Francesco ha chiesto: «In che modo noi, in famiglia, custodiamo la nostra fede? La teniamo per noi o sappiamo condividerla con la testimonianza, con l’apertura agli altri?». Il piccolo Riccardo gioca con il suo amichetto Rudy mentre il Papa interpella le famiglie. Rudy è il figlio di una coppia filippina: «Oggi i suoi genitori lavorano e lo abbiamo portato con noi», ha detto la mamma di Riccardo, «la testimonianza di cui parla il Papa, forse, vuol dire anche questo: coinvolgere gli amici, allargare le nostre famiglie e camminare insieme nella quotidianità». Poi, nella parte conclusiva dell’omelia, Francesco assegna a tutti «un compito da fare a casa»; la risposta alla sua terza domanda: «Come va la gioia nella tua famiglia?». Per poi proseguire: «La gioia vera che si gusta nella famiglia non è qualcosa di superficiale […”> alla sua base c’è l’amore di Dio, il suo amore accogliente, misericordioso, e soprattutto paziente».
Lo sanno bene Giovanni e Lina; dopo cinquant’anni di matrimonio e dopo aver cresciuto tre figli «ci sopportiamo ancora nonostante le tante difficoltà di una vita insieme» dicono scambiandosi occhiate d’intesa. «Gioie e dolori hanno segnato il nostro mezzo secolo insieme – continua Lina -. Se Dio non ci avesse dato la forza, non saprei se oggi saremmo qui insieme a rendere grazie per la nostra bella famiglia». Solo «Dio sa creare l’armonia delle differenze. Se manca il suo amore – ha concluso il Papa – anche la famiglia perde l’armonia. Invece la famiglia che vive la gioia della fede è sale della terra e luce del mondo, è lievito per tutta la società». Al termine della Messa, monsignor Vincenzo Paglia ha salutato il Santo Padre e tutti coloro che hanno partecipato alla due giorni appena conclusa, ricordando l’appuntamento di Philadelphia dove, nel settembre del 2015, si svolgerà l’VIII incontro mondiale delle Famiglie: «Da qui ripartiamo – ha detto il prelato -, da questa piazza San Pietro che oggi è stata l’Emmaus delle famiglie».
28 ottobre 2013