“Ponyo”, dal Giappone una favola d’animazione

Toni tra l’onirico e il fiabesco per questo cartone di Hayao Miyazaki. L’amicizia tra la pesciolina rossa e Sosuke, il bambino che vive in cima alla scogliera di Massimo Giraldi

In concorso alla Mostra di Venezia 2008, “Ponyo”, la nuova prova d’animazione di Hayao Miyazaki, arriva nelle sale, occasione per conoscere un modo di fare «cartoon» un po’ al di fuori degli scenari consueti.

Ponyo, una pesciolina rossa con la testa incastrata in un barattolo di marmellata, viene salvata da Sosuke, bambino di cinque anni che vive in una casa in cima alla scogliera. Sosuke la mette in un secchio di plastica ma il padre di lei, Fujimoto, esige che torni subito nelle profondità dell’oceano. Da quel momento Ponyo cercherà di diventare una bimba vera per giocare e scherzare insieme a Sosuke. Onde, cavalloni, flutti marini, pesci dalla forma strana, una linea di confine sottile tra il mare e il cielo pieno di stelle, nuvole, luci riflesse circondano i piccoli protagonisti.

L’universo di Miyazaki, giapponese, 68 anni, già Leone d’oro veneziano alla carriera, si colora di mille sfrangiati caleidoscopi e, rinunciando ai pesanti simbolismi dei titoli precedenti, inventa una favola carica di tensione e di divertimento, di follia e di sogno. Il tono onirico/fiabesco ben si amalgama con sfondi paesaggistici che toccano un certo, lontano realismo. La sirenetta di Adersen, richiamo dichiarato, diventa attuale, amica di immediata simpatia per tutta la famiglia.

23 marzo 2009

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