Raffaello in Vaticano: lo sguardo sull’Ostia
di Marco Frisina
Molte volte la teologia diviene fonte d’ispirazione per gli artisti che traggono in essa immagini, simboli, suggestioni visive e nel contempo la teologia trova nelle interpretazioni artistiche quelle visioni sintetiche delle verità di fede. Sono esse infatti che aiutano la comprensione del mistero e con la loro potenza figurativa commentano e «realmente immaginano» le verità spirituali che raffigurano. Nella stanza della segnatura in Vaticano Raffaello dipinse due grandi affreschi che si fronteggiano: la «Scuola di Atene», con i grandi filosofi dell’antichità riuniti in un solenne ambiente classico, e la «Disputa del Santissimo Sacramento» che vede riuniti intorno all’Eucaristia i dottori della Chiesa e i grandi teologi mentre dal cielo la Trinità e i santi fanno da celeste corona, il tutto immerso in un paesaggio naturale limpido e luminoso. Al centro, come si diceva, c’è l’Eucaristia solennemente esposta all’adorazione e al di sopra il Cristo glorioso che mostra le sue piaghe vittoriose. Tutti i santi sulla terra hanno gli occhi fissi sull’Ostia mentre in cielo tutti guardano a Cristo Redentore. L’Eucaristia appare come il centro del mondo e della storia perché è il divino sacramento di quella redenzione sublime che Cristo ci ha donato. Chi osserva l’affresco non può non contemplare questa verità di fede e quindi comprenderla attraverso il linguaggio straordinario della bellezza e dell’arte che, superando le difficoltà di comprensione, va dritto al cuore e sa illuminare.
7 giugno 2010