Sant’Ivo alla Sapienza e la fiamma della carità

di Marco Frisina

Ci sono luoghi in Roma che esercitano un fascino e un’attrazione misteriosa, sono luoghi in cui l’arte e la riflessione teologica si uniscono in un insieme straordinario, unico, irripetibile: la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza del Borromini è uno di questi. La sua architettura, straordinariamente originale, doveva adattarsi al cortile preesistente di Dalla Porta ricavando lo spazio della chiesa all’interno di una piccola superficie quadrangolare. Eppure il geniale architetto lombardo trovò delle soluzioni uniche e originali lasciandosi ispirare dal significato stesso che questo luogo doveva acquisire. I simboli della Sapienza e della Carità, che è il fine sommo di ogni sapienza, ispirano l’architetto attraverso intrecci di forme fatte di triangoli, volute, movimenti ad onda, spirali, una tavolozza di elementi visivi capaci di articolarsi insieme in un capolavoro architettonico unico nella storia. Ciò che colpisce maggiormente il visitatore è il movimento ascensionale della cupola con la sua forma a stella apparentemente irregolare eppure così elegante e musicale, con le sue linee fatte di luci ed ombre. La lanterna che sormonta tutto l’edificio è il coronamento migliore ad un tale «capriccio» artistico, tanto geniale quanto equilibrato. La bellezza di questa spirale che culmina nella fiamma della carità in cima alla lanterna è un invito a guardare verso il cielo, a salire con la mente ed il cuore, inerpicandosi sulle vie ardue ma luminose della sapienza fino a raggiungere l’Amore.

16 novembre 2009

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