Un film da Marquez ma senza guizzi

Nelle sale “L’amore ai tempi del colera”, produzione internazionale dal romanzo dello scrittore premio Nobel nel 1982 di Massimo Giraldi

“L’amore ai tempi del colera”, in questi giorni nelle sale, è stato pubblicato nel 1985. Il suo autore, Gabriel Garcia Marquez, aveva vinto nel 1982 il Premio Nobel per l’insieme delle sue opere (tra cui “Cent’anni di solitudine”). Ci sono voluti alcuni anni per convincere Marquez a cedere i diritti di adattamento cinematografico per una versione tutta in inglese. Il risultato è il film che vediamo oggi.

Nella Cartagena colombiana del 1870 il giovanissimo Florentino si innamora perdutamente di Firmina (interpretata da Giovanna Mezzogiorno, nella foto); lei ne accetta la corte dopo un po’, ma le cose vanno diversamente. Il padre convince Firmina a sposare il medico più in vista della città, Florentino entra nella società di trasporto fluviale dello zio, ne diventa il padrone, intreccia relazioni con altre donne. Passare oltre cinquant’anni e una serie infinita di traversie, prima che, ormai più che settantenni, i due riescano a trovare l’occasione per stare da soli e avere il tanto atteso momento d’amore.

Il percorso del racconto è simbolico: il colera, malattia vera, è terribile ma prima o poi finisce; l’amore, malattia interiore, non ha cure possibili e ti attanaglia tutta la vita. Il film ha i pregi e i difetti delle produzioni internazionali: realizzazione impeccabile ma senza guizzi particolari, prevale il melodramma a scapito di passioni veramente autentiche. Forse l’occasione è buona per leggere il romanzo di Marquez.

2 gennaio 2008

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