8 marzo, Acli: «Mai come ora la Giornata della donna è tutti i giorni»

La responsabile nazionale del Coordinamento donne Perito: «La rivoluzione gentile si può e si deve combattere, lavorando sulle relazioni». E proteggendo «pace, equità e dignità»

«Celebrando la memoria della Giornata internazionale della donna, è necessario oggi andare oltre l’8 Marzo, per portare l’attenzione della società civile sulle questioni femminili, che non sono affare “di donne”, ma che riguardano tutte le persone, toccando ogni forma di discriminazione e di ingiustizia». Ne è convinta Mariangela Perito, responsabile nazionale del Coordinamento donne delle Acli, secondo cui «mai come ora, in un mondo in guerra e con l’Europa alla prova decisiva della propria identità, la Giornata della donna non può che essere tutti i giorni e riguardare tutti. Perché occuparsi della donna significa assumersi impegni chiari per proteggere la pace, la dignità e l’equità».

Il messaggio del Coordinamento donne delle Acli arriva alla vigilia della ricorrenza dell’8 marzo, attraverso le parole della responsabile, ricordando anzitutto «le donne che nel corso del tempo si sono battute per i diritti di tutte le persone», che «ci hanno insegnato cosa è la dignità e hanno praticato un modo diverso di fare politica, mettendosi nei panni degli altri e abbracciando la complessità», continua Perito. E cita, tra i tanti esempi femminili da ricordare, Nilde Jotti, Tina Anselmi, Liliana Segre, per sottolineare che «si può parlare di giustizia sociale solo quando le azioni sono collettive, quando il gesto di una viene fatto per tutte e tutti. È necessario – prosegue – recuperare il significato intrinseco della libertà, che non è qualcosa che tocca solo la dimensione soggettiva, ma che tocca tutte e tutti: libertà per contrastare stereotipi e pregiudizi, libertà per costruire dialogo, ascolto e confronto critico».

Nelle parole di Perito, «il substrato culturale nel quale siamo immersi ha prodotto un sistema di diseguaglianze che si perpetua nella società contemporanea: diseguaglianze nell’accesso al mercato del lavoro, nei livelli salariali, nell’uso del tempo libero, nell’accesso al potere. La rivoluzione gentile si può e si deve combattere a partire dall’uso del linguaggio, superando i luoghi comuni e  gli stereotipi, lavorando sulle relazioni tra le persone e promuovendo prospettive altre». Le azioni che si vogliono implementare hanno il focus di «sostenere e promuovere laboratori di pace, di promozione delle differenze e inclusività. Per celebrare la giornata del l’8 marzo, sarebbe bello allora, confrontarci, narrarci, ascoltarci, per fare memoria e proteggere i nostri diritti non solo oggi, ma ogni giorno ed in diversi contesti – conclude la responsabile Acli -; ripensare il femminile collegandolo all’autodeterminazione, al coraggio, al lavoro, al desiderio e alla passione, ricordando in questo giorno, storie di “donne comuni” che hanno cambiato il loro destino e quello di tante altre persone».

7 marzo 2025