8 marzo: le Agostiniane di Cascia a sostegno delle donne afghane
Il monastero di Santa Rita sostiene il progetto di scolarizzazione promosso da Avvenire in collaborazione con la Caritas. La Priora: «Rivedo in loro il coraggio della santa»
Da donne e da consacrate, accanto ad altre donne, oppresse e perseguitate. La comunità delle Agostiniane di Santa Rita da Cascia sostiene il progetto di scolarizzazione in favore delle bambine e delle ragazze afghane promosso dal quotidiano Avvenire, in collaborazione con la Caritas, all’interno di una campagna per accendere i riflettori sul regime di oppressione che le donne stanno vivendo in quel Paese dopo il ritorno al potere dei talebani. L’occasione: la Giornata internazionale della donna che si celebra oggi, 8 marzo. «Questo è il modo in cui, a nome di tutti i devoti, voglio esprimere la concreta carità cristiana incarnata da santa Rita a sostegno dei diritti negati delle donne afghane, in rappresentanza dei loro diritti in ogni parte del mondo: dall’Iran, dove si stanno verificando sospetti avvelenamenti delle studentesse, all’Ucraina in guerra, fino alle donne migranti e a tutte quelle vittime di violenza», afferma la priora del monastero agostiniano dedicato a santa Rita, Maria Rosa Bernardinis, commentando la donazione da parte della sua comunità.
«Considero la difesa dei loro diritti una questione di giustizia sociale – prosegue la religiosa -. Inoltre, rivedo in queste donne il coraggio di santa Rita, che scelse di rinunciare alla vendetta per la morte di suo marito, contrariamente allo spirito dei suoi tempi. O quello di beata Maria Teresa Fasce, che ha dato voce alle donne, non solo religiose, in un tempo in cui erano abituate a tacere». Madre Fasce è stata la badessa del monastero di Cascia per 27 anni, dal 1920 al 1947, diventando la “Madre” per antonomasia e diffondendo il culto di santa Rita nel mondo.
Nelle parole della madre priora, «il coraggio di santa Rita non rappresenta altro che la messa in pratica della parola di Dio e così è anche per quello della beata Fasce. Nella Genesi si legge infatti: “Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina”. Ciò significa che uomo e donna hanno pari dignità. Senza dimenticare che Maria dice sì a un Angelo, decidendo di disporre del proprio corpo, senza chiedere il permesso a suo marito, come avveniva all’epoca. Così come le donne vengono scelte da Dio come prime messaggere della Risurrezione. Impariamo, quindi, da Dio la strada del rispetto e della parità – è l’esortazione -. E impegniamoci, concretamente, per la libertà e i diritti delle donne in ogni parte del mondo, a partire dal sostegno al progetto di Avvenire».
8 marzo 2023

