8mila migranti assaltano le barriere tra Marocco e Ceuta, Spagna

L’enclave presa d’assalto, insieme a Melilla. L’Europa sta con Madrid. Sassoli (Parlamento Ue): «Serve politica europea comune sulla migrazione»

Tra 17 e 18 maggio, circa 8mila migranti – tra cui numerosi minorenni – hanno preso d’assalto le enclavi spagnole di Ceuta e Melilla, confine estremo dell’Unione europea circondato dal Marocco, attraversando il confine a piedi, su piccole barche e a volte anche a nuoto, nell’indifferenza della polizia marocchina, denunciano le testate spagnole. Da Madrid il premier Pedro Sanchez, prima di partire per Ceuta, aveva dichiarato di essersi confrontato «con diversi attori politici, sia spagnoli che europei, per affrontare la situazione in modo coordinato. La priorità è garantire il controllo del traffico al confine con il Marocco e fornire a Ceuta e Melilla i mezzi necessari per risolvere la crisi umanitaria e procedere con i rimpatri», le sue parole. Quindi, una rassicurazione: «Saremo fermi per garantire la sicurezza dei cittadini di fronte a qualsiasi sfida e in qualsiasi circostanza».

Sulla vicenda si sono espresse anche le istituzioni europee. Da Bruxelles, Charles Michel, presidente del Consiglio Ue, ha espresso «appoggio e solidarietà alla Spagna»: le sue frontiere sono le frontiere dell’Ue, ha affermato, e «la cooperazione e gli impegni condivisi dovrebbero essere i principi di una forte relazione tra Ue e Marocco». Impegnato in una discussione sulle politiche migratorie europee anche il Parlamento europeo. «Abbiamo bisogno di una politica europea comune sulla migrazione e di impegni condivisi con i Paesi vicini per gestire la migrazione insieme», ha ribadito il presidente David Sassoli. Affidato a Twitter il messaggio della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che esprime solidarietà alla Spagna e chiede «soluzioni europee comuni alla gestione delle migrazioni», con l’accordo sul nuovo patto per la migrazione e «partenariati più forti basati sulla fiducia e impegni comuni»  con Paesi chiave come il Marocco.

Intanto su Twitter il cardinale Carlos Osoro, arcivescovo di Madrid, lancia il suo appello alla preghiera «per la situazione a Ceuta e Melilla, per la pace, la convivenza e la sicurezza. Non si utilizzino i nostri fratelli vulnerabili né la sofferenza ma cerchiamo insieme delle soluzioni», scrive.

19 maggio 2021