“Immagina”: 365 giorni per la pace

Il programma di Fondazione PerugiAssisi, dalla Giornata di mobilitazione unitaria contro le guerre, il 26 ottobre, all’ottobre 2025, con «la più grande Marcia della storia»

«In un mondo in guerra, in un pianeta in fiamme, noi vogliamo spingerci in una direzione e in un mondo diverso. Vieni anche tu!». È l’invito alla «mobilitazione straordinaria per la pace» che arriva dalla Fondazione PerugiAssisi, all’indomani del raduno di Assisi. «I drammi, i pericoli e le sfide che ci minacciano sono troppo grandi per essere affrontati con l’impegno di un solo giorno», affermano, raccontando che «il 21 settembre ci siamo ritrovati in tanti ad Assisi e abbiamo ripreso il cammino avviando il programma “Immagina” che ci porterà, domenica 12 ottobre 2025, a realizzare la più grande Marcia PerugiAssisi della storia. A partire da oggi sono altri 365 giorni per la pace».

L’obiettivo è quello di sempre: «Far crescere la mobilitazione contro tutte le guerre, difendere il bene primario della pace e ricostruire insieme una coscienza, una cultura e una politica di pace che si esprima attraverso la cura degli altri, dell’umanità e del pianeta. Come disse Aldo Capitini: “A ognuno di fare qualcosa”». Con questo spirito, oltre alle tante iniziative che si stanno svolgendo in queste settimane, «il prossimo 26 ottobre daremo vita a una nuova Giornata di mobilitazione unitaria contro le guerre, l’impunità, la complicità e l’inazione con manifestazioni a Roma, Milano, Palermo, Torino, Bari, Firenze e Cagliari».

In un momento in cui «forze micidiali stanno facendo di tutto per trascinarci in guerra, nel silenzio e nell’inazione dei responsabili della politica internazionale, europea e italiana», riflettono dalla fondazione, per arginare questa deriva «dobbiamo continuare, senza mai stancarci, a chiedere l’immediato “cessate il fuoco!”, a dare voce alla domanda di pace, promuovere l’opposizione generale alla guerra ma soprattutto dobbiamo far crescere una nuova generazione di costruttrici e costruttori di pace. Persone che desiderano la pace, che la amano, e siccome la vogliono la fanno, ci lavorano, si battono per ottenerla, s’impegnano a costruirla».

In concreto, vengono indicate tre strade da intraprendere: «(Ri)costruire il nostro senso di responsabilità verso la pace. La pace è (anche) nelle nostre mani, nelle mani di tutti e di ciascuno;(ri)costruire la capacità nostra e delle nostre istituzioni di “fare la pace”. La pace è una cosa concreta che richiede azioni concrete ed efficaci». Infine, «(ri)costruire la politica e le istituzioni della pace. Dalla più piccola alla più grande. Partendo dai paesi e dai quartieri delle nostre città, passando per l’Europa, fino ad arrivare all’Onu».

14 ottobre 2024