Morto il Papa: «Per noi a Gaza è deceduto un padre»

A parlare al Sir è padre Gabriel Romanelli, parroco dell’unica comunità cattolica della Striscia. «Commossi e grati per la sua preghiera, per la sua vicinanza. Tutti hanno sentito il suo affetto»

«Commossi e grati per la sua preghiera, per la sua vicinanza in particolare alla piccola comunità cristiana di Gaza. Grati per i suoi continui appelli alla pace per tutti, per Israele e Palestina, l’ultimo ancora ieri, nella solennità della Pasqua». A parlare all’agenzia Sir è padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia, l’unica parrocchia cattolica della Striscia di Gaza, poche ore dopo la notizia della morte di Papa Francesco, questa mattina, 21 aprile, a Casa Santa Marta.

La notizia, racconta il francescano, «ci è giunta mentre eravamo con la delegazione cattolica nella parrocchia ortodossa di San Porfirio per il tradizionale scambio di auguri pasquali. Ci ha addolorato tutti. Ci siamo riuniti in preghiera. Nella nostra parrocchia – riferisce – abbiamo iniziato l’adorazione eucaristica con tutti i religiosi e fedeli. Oggi pomeriggio offriremo il Rosario e la Messa in suffragio».

Poi il ricordo si fa commosso. «Non dimenticheremo mai quello che Papa Francesco ha fatto per noi, la sua paternità, affetto, vicinanza, bontà. Tutti hanno sentito nel cuore questo affetto. Per noi qui a Gaza è deceduto un padre», le parole di Romanelli. Francesco infatti era solito chiamare ogni giorno la parrocchia di Gaza per salutare gli sfollati al suo interno, per benedire i bambini, e sincerarsi della condizioni di questa piccola comunità cristiana. Un’abitudine mantenuta, per quanto possibile, anche nei giorni del ricovero al Gemelli.

21 aprile 2025