La “Life Support” partita con la delegazione italiana della Global Sumid Flotilla

La nave di ricerca e soccorso di Emergency è l’ultima delle barche italiane dirette a Gaza. Come nave osservatrice, offrirà supporto medico e logistico e, in caso di necessità, assistenza sanitaria

Salpate ieri, 11 settembre, dal proto di Siracusa le prime tre barche a vela della Flotilla italiana dirette a Gaza, dopo essersi ricongiunte con le altre 15 in attesa nel vicino porto di Augusta. Da lì si incontreranno in mare con il contingente della Global Sumud Flotilla partito da Spagna e Tunisia e lungo la rotta anche con quello partito dalla Grecia, in un punto di ritrovo che non è stato divulgato per ragioni di sicurezza. A bordo, nelle 18 barche italiane, 150 persone, tra cui 2 parlamentari e 3 deputati europei.

Salpata da Siracusa anche la Life Support di Emergency. La nave di ricerca e soccorso dell’ong fondata da Gino Strada, l’ultima a partire tra le barche italiane dirette nella Striscia, avrà il ruolo di nave osservatrice e offrirà supporto medico e logistico alle imbarcazioni che dovessero averne necessità. In caso di bisogno, offrirà anche assistenza sanitaria ai partecipanti, garantirà assistenza per riparare attrezzature tecniche danneggiate e contribuirà al rifornimento di acqua e viveri alle barche della flotta.

A spiegare le motivazioni dell’ong è Anabel Montes Mier, capomissione della Life Support. «Emergency ha deciso di aderire a questa iniziativa promossa dalla società civile perché ha visto direttamente le condizioni della popolazione nella Striscia – afferma -. Lo staff, che lavora nella Striscia in due centri sanitari nel governatorato di Khan Younis, riporta una situazione gravissima, mai vista prima. Di fronte al silenzio e all’inazione dei governi, l’ampia partecipazione dei cittadini alle manifestazioni a sostegno di questa cordata umanitaria è segno di una volontà di pace e giustizia che condividiamo e vogliamo sostenere».

12 settembre 2025