5 migranti dispersi nel Mediterraneo centrale

La notizia diffusa da Save the Children. L’imbarcazione era partita dalla Tunisia, sbarcando nella notte a Lampedusa. Dal 2014 sono oltre 33mila i morti o dispersi in quella rotta

Da Save the Children arriva la notizia di un’altra tragedia che si è consumata sulla rotta del Mediterraneo centrale, tra le più letali al mondo. Stando alle testimonianze dei sopravvissuti – partiti dalla Turchia e sbarcati nella notte del 4 dicembre a Lampedusa – almeno 5 persone risultano disperse. Tra loro, anche un minore. L’organizzazione, presente in forma stabile con i suoi team sull’isola, è intervenuta per dare supporto e fornire una risposta ai bisogni immediati di minori e famiglie.

Complessivamente, denunciano, sono oltre 33 mila le persone morte o disperse nel Mediterraneo dal 2014, di cui più di 1.100 nel 2025 solo nel Mediterraneo centrale. L’approccio securitario e l’irrigidimento dei confini hanno contributo a rendere le condizioni delle famiglie e dei minori stranieri non accompagnati che viaggiano verso e attraverso l’Ue sempre più precarie e rischiose, ribadiscono da Save the Children, sottolineando che non è accettabile che in tema di migrazione vengano anteposti gli interessi nazionali alla salvaguardia dei diritti dell’infanzia e dei diritti fondamentali.

Ancora, le riforme europee introdotte con il Patto europeo Migrazione e Asilo – è la tesi dell’organizzazione – «non sembrano rispondere alle principali problematiche vissute da chi arriva in Ue e le condizioni di bambine, bambini e adolescenti, e tra loro dei minori stranieri non accompagnati – oltre 11.600 quelli sbarcati quest’anno in Italia – rimangono precarie e rischiose». Proprio per questo, Save the Children continua a sottolineare la necessità di un’assunzione condivisa di responsabilità e impegno tra gli Stati membri dell’Ue, e a chiedere l’apertura di canali regolari e sicuri verso l’Europa, che garantiscano il rispetto dei diritti umani, insieme all’attivazione di un sistema coordinato e strutturato di ricerca e soccorso in mare per salvare le persone in pericolo, agendo nel rispetto dei principi internazionali e dando prova di quella solidarietà che è valore fondante dell’Unione Europea, garantendo che il salvataggio si concluda in un porto sicuro, sulla terraferma.

Le persone sbarcate sono state accolte in Hotspot e sono seguite e assistite dal personale di Croce rossa italiana e dalle organizzazioni operative in Hotspot, tra cui appunto il team di Save the Children.

5 dicembre 2025