Parolin: Frassati, «luce che illumina il cammino, in tempi segnati dalla violenza»

Il cardinale segretario di Stato vaticano ha presieduto la Messa nella sede dell’Azione cattolica italiana, per la posa del reliquiario del giovane torinese, che dell’Ac fu testimone attivo

Ha guardato anche alla situazione sociale attuale il cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, nel descrivere il valore della testimonianza di san Pier Giorgio Frassati quale «luce che deve illuminare il cammino e diventare allegria per noi e per tutti in questi tempi di nuovi sofismi, realtà virtuale e intelligenza artificiale». L’occasione, sabato 17 gennaio, la solenne celebrazione nella chiesa della Domus Mariae, su via Aurelia, sede dell’Azione cattolica italiana, per la posa del reliquiario del giovane torinese canonizzato lo scorso 7 settembre e che dell’Ac fu testimone attivo e convinto. Il segretario di Stato ha sottolineato nella sua omelia come «ogni santo viene offerto dalla maternità della Chiesa come nutrimento per i suoi figli e le sue figlie» e che «i santi possono insegnarci come camminare, come vivere in questo tornante della storia, nel mondo».

Già al suo arrivo, a margine della celebrazione, ai microfoni dei giornalisti Parolin aveva espresso la sua preoccupazione per la «tanta violenza» a livello mondiale e nazionale, spostando lo sguardo dall’Iran ai recenti fatti di cronaca verificatisi nei giorni scorsi a La Spezia e a Sora, in provincia di Frosinone, in due scuole secondarie superiori. «C’è in noi la speranza che si possa arrivare al superamento di tanta violenza: è una tragedia infinita che ha portato a tanti e tanti morti», le parole del porporato rispetto all’Iran. Parolin ha anche auspicato «il ritorno allo spirito di multilateralismo che ha caratterizzato gli anni successivi del dopoguerra e che purtroppo si sta perdendo», ha detto pensando alla situazione di Venezuela e Groenlandia.

Ancora, il richiamo «ai valori e all’educazione», per «aiutare i ragazzi a riflettere». In questo senso, allora, Pier Giorgio Frassati mostra come «chi segue Gesù diventa partecipe di una tale gioia» che può solo essere testimoniata e condivisa, nella consapevolezza che «in Lui è l’unica vera possibilità che il male radicale venga azzerato nel suo potere distruttivo», sono le parole del cardinale a commento del Vangelo della II domenica del tempo ordinario. Nel definire poi «la relazione nuova con Dio Padre» che, tramite quel Gesù «di cui Giovanni Battista dà piena testimonianza, trasforma la vita in una storia di misericordia e di speranza», il porporato ha richiamato tre testimonianze su Frassati.

A pronunciare la prima, l’allora leader socialista Filippo Turati; parole, le sue, dalle quali emergeva come vivesse «relazioni tra le persone guarite dall’asservimento e dal potere di dominio, all’insegna del servizio», ha riferito Parolin. Poi, la testimonianza di chi lo vide pregare durante una Messa in cattedrale a Torino, esperienza dalla quale emergeva come vivesse lo «stare alla presenza del Signore» come un «bene necessario». Quindi, il segretario di Stato ha riportato il ricordo di un amico del giovane santo che evidenzia «la novità su cui Frassati costruì la sua vita: la verità di Cristo».

Dopo l’invocazione dei santi, la preghiera di benedizione di Parolin sul reliquiario che contiene un frammento di indumento di Frassati, con il rendimento di grazie a Dio «perché hai voluto arricchire dei doni dello Spirito san Pier Giorgio Frassati che è proposto alla comune venerazione» e l’auspicio affinché, «illuminati dal suo esempio, procediamo sulle orme del Signore». In conclusione, il saluto e il ringraziamento del presidente nazionale dall’Ac Giuseppe Notarstefano, che ha espresso la gratitudine a nome dalla presidenza, che ha promosso la celebrazione, per la presenza del cardinale Parolin «in questo momento di gioia», osservando poi come «l’amicizia spirituale con Pier Giorgio Frassati è stata e continuerà ad essere per molti di noi una luce» e manifestando l’impegno dell’Ac affinché «questa figura  appassionata ed entusiasmata dal Signore arrivi non solo ai giovani ma a tutti».

Era stato invece il vescovo Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico dell’Azione cattolica italiana, a portare il suo saluto all’inizio della Messa solenne, mettendo in luce che «la figura di Frassati ci ricorda la bellezza di una giovane vita spesa a 360 gradi nella ricerca di un’esperienza piena di Cristo e della Chiesa che, per i suoi tempi e ancora per noi oggi, ha il sapore di una luminosa profezia». Ancora, il presule ha espresso a nome di tutta l’assemblea gli auguri al cardinale Parolin per il suo 71° compleanno, ringraziandolo «per tutto quello che ha operato nella sua vita a servizio dell’annuncio evangelico e della missione della Chiesa, soprattutto in questo tempo così travagliato a livello internazionale».

19 gennaio 2026