Demolita da Israele la sede centrale Unrwa, a Gerusalemmme
Sequestrata l’Agenzia Onu per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi. ActionAid: «Attacchi che minano gli sforzi collettivi del mondo per salvare vite. Questo è il momento di agire»
Sequestrata ieri, 20 gennaio, da Israele la sede centrale dell’Unrwa, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi, a Gerusalemme. Demolite alcune strutture del complesso. Un’operazione prevalentemente politica, dato che per Tel Aviv non si tratta più di un’organizzazione umanitaria. Lo ha spiegato il portavoce del ministero degli Esteri Oren Marmorstein: «Ha smesso da tempo di fare aiuti ed è diventata una serra per il terrorismo». Il direttore dell’agenzia Onu Philippe Lazzarini invece parla di «nuovo livello di violazione aperta e deliberata del diritto internazionale».
Ad aprire alla confisca delle proprietà dell’Unrwa – fondata nel 1949 per assistere i palestinesi sfollati -, l’ultima legge approvata dal Parlamento israeliano nel dicembre scorso, arrivata dopo due anni di provvedimenti che ne hanno, di fatto, criminalizzato l’attività: revoca dell’immunità diplomatica, stop a elettricità e acqua, forti limitazioni operative in Cisgiordania e a Gaza. Israele infatti accusa l’agenzia di essere infiltrata da Hamas, soprattutto nella Striscia di Gaza.
Il complesso demolito ieri era quasi vuoto già da un anno, dato che il personale internazionale aveva lasciato il Paese dopo l’entrata in vigore delle nuove leggi. Già a dicembre funzionari israeliani vi erano entrati, strappando la bandiera dell’Onu e issando quella israeliana. Quindi il passaggio successivo è stata la demolizione di ieri, nonostante, secondo una convenzione internazionale ratificata anche da Israele, le strutture delle Nazioni Unite dovrebbero essere “inviolabili”, come le ambasciate. Unrwa intanto continua a operare, nonostante i divieti, in alcune aree di Gerusalemme est e gestisce almeno due cliniche.
«Siamo inorriditi dall’incessante distruzione del governo israeliano, portata avanti nella totale impunità – commenta Jamil Sawalmeh, direttore di ActionAid Palestina -. Attaccare l’Unrwa equivale a demolire gli sforzi mondiali per sostenere la vita palestinese. La retorica genocida dei funzionari israeliani che ha accompagnato queste demolizioni non lascia spazio a dubbi. Gli Stati membri delle Nazioni Unite non possono dichiararsi ignari o impotenti». Per Sawalmeh, «gli strumenti per esercitare pressione sul governo di Israele, per imporre conseguenze, far rispettare il diritto internazionale e proteggere i civili e le istituzioni umanitarie, esistono. Questo è il momento di agire. È necessaria una reale dimostrazione di volontà politica».
Il direttore di ActionAid Palestina non ha dubbi: «Ciò che oggi viene tollerato in Palestina, e contro l’Unrwa, crea un precedente ovunque. Qualsiasi istituzione internazionale, costruita con fatica per proteggere la vita, la dignità e i diritti umani fondamentali, può essere smantellata. L’escalation di Israele e la sua aperta sfida al diritto internazionale sembrano non avere limiti. La domanda che il mondo deve porsi è: quando agiranno i governi per fermarla?». ActionAid esorta quindi ogni Stato membro delle Nazioni Unite «a rispettare i propri obblighi morali e giuridici e a utilizzare pienamente la propria autorità diplomatica, politica, economica e legale per porre fine ai crimini di Israele e all’impunità che li consente».
Nell’analisi di Sawalmeh, «quando i palestinesi vengono attaccati, il mondo risponde con il silenzio, o, nella migliore delle ipotesi, con parole di solidarietà. Quando vengono attaccate le organizzazioni umanitarie, la risposta è ancora più silenzio o una condanna verbale priva di conseguenze. Ma le parole non hanno mai fermato i crimini – osserva -, e non fermeranno le atrocità documentate e trasmesse in diretta che vengono commesse giorno dopo giorno in tutto il territorio palestinese occupato».
21 gennaio 2026

