Gruppo sportivo Montespaccato: confermata la confisca dell’impianto
Arrivata la sentenza della Corte d’Appello. Ne dà notizia l’azienda pubblica di servizi Asilo Savoia, che dal 2018 promuove nel quartiere il programma “Talento & Tenacia: crescere nella legalità»
Antimafia sociale batte mafia. Scampato pericolo per il “Gruppo sportivo Montespaccato”, la bella ed efficiente realtà che gestisce l’impianto confiscato al clan Gambacurta nella borgata di Roma Nord. La Corte di Appello di Roma ha confermato la confisca dell’impianto sportivo, ribattezzato “Don Pino Puglisi”, e degli altri beni immobili portati via ai Gambacurta con l’operazione “Hampa” del 2018. A dare la buona notizia è l’azienda pubblica di servizi alla persona “Asilo Savoia”, che proprio dal 2018 promuove e realizza nel Quartiere il programma di inclusione sociale e di promozione della pratica sportiva denominato “Talento & Tenacia: crescere nella legalità”.
La sentenza fa seguito alla decisione con la quale nel dicembre 2024 la Corte di Cassazione, pronunciandosi per la seconda volta sulla vicenda, aveva annullato quanto deciso nel luglio dello stesso anno da diversa sezione della Corte di Appello in ordine alla restituzione del 15% delle quote della società proprietaria dell’impianto a Valerio Gambacurta, figlio del boss Franco Gambacurta già condannato con sentenza definitiva a 30 anni di reclusione. In quell’occasione, di fronte all’incredibile decisione, alla società sportiva era arrivata anche la solidarietà del cardinale presidente della Conferenza episcopale italiana Matteo Zuppi. «Bisogna far sì che la legalità sconfigga l’opacità e l’illegalità, e che, anzi, la legalità sia sempre più bella, divenendo un patrimonio di tutti e non solo per qualcuno o a secondo della convenienza di qualcuno. Per questo vi sono vicino e auguro a tutti quanti voi di poter continuare a rendere, grazie alle opere sociali e sportive promosse a Montespaccato, sempre più bella, splendente e attraente la legalità», le parole del porporato.
Ora nuovamente giustizia è fatta e di particolare interesse sono i richiami, contenuti nelle 66 pagine del provvedimento assunto dalla IV Sezione penale presieduta dalla dottoressa Franca Amadori relativi al ruolo svolto dall’Asilo Savoia in oltre 7 anni di impegno continuativo sul territorio, in costante sinergia con le istituzioni e le realtà associative del Quartiere. «È la notizia che tutta Montespaccato attendeva. La decisione della Corte di Appello – ha dichiarato il presidente di Asilo Savoia Massimiliano Monnanni -, imperniata su argomentazioni solide e irrefutabili, allontana ogni possibile ritorno di un passato che il Quartiere ha più volte dimostrato di rifiutare, partecipando attivamente al percorso di riscatto sociale di cui il “Gruppo Sportivo Montespaccato” e ragazze e ragazzi di “Talento & Tenacia” sono diventati esempi riconosciuti».
Il “Patto di Quartiere”, diventato realtà concreta e visibile grazie all’azione dispiegata con efficacia e tempestività da governo, Regione Lazio e Roma Capitale, dopo l’importante risultato della riqualificazione del “Don Pino Puglisi” può ora essere ulteriormente implementato attraverso il recupero dell’ex campo Fogaccia, in collaborazione con la diocesi e la parrocchia, e la rifinalizzazione a scopi sociali di tutti gli altri beni immobili per i quali è stata confermata la confisca di secondo grado, che presto potranno diventare definitivamente “beni comuni”, assicurando alla comunità di Montespaccato nuovi e ulteriori servizi sociali e aggregativi. Una decisione che arriva dopo mesi che hanno visto la società finire nel mirino della criminalità con un lungo elenco di danneggiamenti. La conferma di come la mafia consideri importante avere in mano un impianto del genere.
Scrive, infatti, la Corte d’appello che dalle intercettazioni emerge che «la gestione del centro sportivo non solo consolidava il prestigio della famiglia Gambacurta nel quartiere, ma aveva anche la funzione di conquistare il favore della gente, così da poter controllare l’intera zona». Fino a dire «la zona tua è tutta con lui». Ora non è più così, come dimostrano gli oltre 400 iscritti alla scuola calcio che porta il nome del parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia e le squadre maschili e femminili che partecipano con successo a vari a campionati. Era anche il “successo” giudiziario che la società intende festeggiare domenica 25 gennaio alle 14,30. «Invitiamo istituzioni, realtà del quartiere, famiglie e cittadini a festeggiare con noi questa importante vittoria sociale partecipando gratuitamente al derby Montespaccato – Trastevere, un momento di sport, di aggregazione e al contempo di partecipazione, ma anche di riflessione sul valore del “noi” e dell’essere comunità, perché come ci ha insegnato don Pino Puglisi “se ognuno fa qualcosa, insieme si può fare molto”».
21 gennaio 2026

