In Europa non si placa il dibattito su Groenlandia e rapporto con gli Usa

Metsola (Parlamento Ue): «Continueremo a fare il possibile per allentare la tensione». Von der Leyen (Commissione): «Abbandonare la cautela. Bisogna essere indipendenti»

Sulla questione Groenlandia, e soprattutto sul rapporto con gli Stati Uniti, non si placa il dibattito in Europa. Il Parlamento Ue a Strasburgo ha visto nella giornata di ieri, 20 gennaio, il confronto acceso tra l’Alto rappresentante Kaja Kallas e le forze politiche. Kallas ha ricordato che la scorsa settimana «Paesi europei hanno inviato personale militare in Groenlandia, in missione di ricognizione. Questa presenza mira a mantenere la regione sicura, stabile e prevedibile – ha affermato -. Non costituisce una minaccia per nessuno».

Sempre a Strasburgo, la presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola ha assicurato: «Continueremo a fare il possibile per allentare la tensione, trovare soluzioni e lavorare per rafforzare le relazioni transatlantiche». Intervenuta al Forum di Davos invece la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha ribadito che l’Ue «considera gli Usa non semplici alleati ma amici, benché la risposta ai dazi minacciati dal presidente Donald Trump sarà inflessibile». La sicurezza artica, ha sottolineato, «può essere raggiunta solo insieme. Ecco perché i dazi aggiuntivi proposti sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data». La Commissione, ha spiegato ancora, punterebbe ad avere una disponibilità di navi rompighiaccio, «in grado di contribuire a mantenere la sicurezza artica».

Intanto a Strasburgo si rincorrono le posizioni più disparate. Molte di queste, incentrate sul «potere economico e negoziale» che l’Ue deve, o dovrebbe, impiegare. «Bisognerà abbandonare la tradizionale cautela dell’Europa», ha affermato questa mattina, 21 gennaio, Von der Leyen. L’Europa d’altra parte, ha ricordato, lo ha già fatto «per l’energia, per la ripresa dalla pandemia con il Next Generation Eu; lo stiamo facendo ora con la difesa, con Safe o nel sostegno all’Ucraina. Il mondo – ha continuato – sta cambiando più velocemente e quindi anche il nostro modo di pensare deve reagire alla stessa velocità».

Ancora, contestando le «minacce» americane su Groenlandia e sicurezza atlantica, la presidente della Commissione ha parlato di «una spirale verso il basso pericolosa». La Groenlandia, ha osservato dinanzi agli eurodeputati, «non è un mero territorio in una regione chiave della cartina mondiale, non è solo un Paese ricco nel suo suolo di materie prime, non è solo un posto strategico sulle rotte marittime che stanno diventando sempre più importanti»; è la terra di «un popolo di persone sovrane», un Paese «che ha diritto alla sua integrità territoriale, alla sua indipendenza: e il futuro della Groenlandia potrà essere determinato solo dai groenlandesi».

L’Unione europea, nelle parole di Von der Leyen, è «a un crocevia. L’Europa preferisce il dialogo e le soluzioni, ma è pronta a reagire se necessario e ad agire in modo unito, urgente e determinato. Viviamo – ha sottolineato – in un mondo che è definito da potere puro, che sia economico, militare, tecnologico o geopolitico». Di qui l’urgenza di «accelerare la spinta verso l’indipendenza, che si tratti della nostra economia, della nostra sicurezza, che si tratti della tecnologia o della democrazia. Noi dobbiamo essere forti e dobbiamo definirci da noi – ha esortato -, se non vogliamo che sia il mondo intorno a noi a definirci».

21 gennaio 2026