Il Papa: «Come san Francesco, chiediamo con perseveranza il dono della pace»

Al termine dell’Angelus, Leone ha ricordato il Poverello di Assisi nell’ottavo centenario della morte, e ha invitato a pregare «perché i popoli siano liberati dal flagello della guerra»

«Un operaio che ha lavorato con gran frutto nella vigna del Signore, al quale Gesù stesso chiese di riparare la sua Chiesa». Nell’Angelus di ieri, 4 ottobre, il Papa ha ricordato la figura di san Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della morte. «Ispirato dal Crocifisso – ha detto -, edificò anzitutto la propria vita sul fondamento di Cristo, condividendone la povertà, la letizia e le sofferenze, fino al mistico segno delle stigmate. Uomo di preghiera ardente, pieno di carità verso tutti, fu esempio per i primi frati che condivisero la sua ascesi come autentica condizione per la riforma della Chiesa – ha continuato -. San Francesco l’ha riparata in virtù della fede nel Signore Gesù, sanando le crepe della discordia con la testimonianza dell’amore fraterno».

Nelle parole del pontefice, «il carisma di san Francesco porta frutto ancora oggi, dopo otto secoli: lo testimoniano non solo la grande e vivace famiglia francescana, ma i molti doni che la sua eredità spirituale diffonde nel popolo di Dio. Mentre celebriamo l’anno giubilare francescano, chiediamo con perseveranza il dono della pace e impegniamoci sinceramente a costruire la concordia fra i popoli», ha esortato.

Ancora, Leone ha rinnovato anche l’invito a pregare il Rosario «perché i popoli siano liberati dal flagello della guerra», indicando in particolare l’esigenza di pregare «per la Terra Santa e per le vittime innocenti della guerra». Quindi ha ricordato l’incontro in Vaticano, nei prossimi giorni, nel decimo anniversario dell’esortazione apostolica Amoris Laetitiza, «a cui ho convocato i Capi delle Chiese Orientali cattoliche e i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. Sarà un momento di discernimento sinodale, per individuare i passi da compiere per annunciare oggi il Vangelo con le famiglie e le giovani generazioni – ha aggiunto -. Affido alla vostra preghiera questo impegno e soprattutto le famiglie, che, con l’aiuto di Dio, sono segno di speranza e ricchezza inestimabile per la Chiesa e per la società».

5 ottobre 2026