Attacco al Louvre. I vescovi: «Sempre più credere alla pace»
Ancora paura terrorismo in Francia, con un’aggressione a colpi di machete, il 3 febbraio. Il tweet dei vescovi: solidarietà ai militari feriti
Ancora paura terrorismo per la Francia, con un’aggressione a colpi di machete, venerdì 3 febbraio. Il tweet dei vescovi: solidarietà ai militari feriti
Erano circa le 10 di questa mattina, venerdì 3 febbraio, quando un uomo è sceso lungo el scale mobili del Carrousel du Louvre, uno degli ingressi del museo, e si è precipitato contro la pattuglia di quattro militari dell’operazione anti-terrorismo Sentinelle, armato di un machete e di un altro coltello, e con due zaini in spalla. «Allah Akhbar», «Allah è grande». Lo ha ripetuto tre volte, prima di colpire i soldati, uno dei quali, cercando di fermarlo, è rimasto leggermente ferito al cuoio capelluto. Un altro dei militari ha riposto sparando al gesto dell’uomo: 5 colpi, uno dei quali ha ferito gravemente il terrorista l ventre. Entrambi ora, soldato e attentatori, sono ricoverati all’ospedale Pompidou di Parigi.
Secondo le prime informazioni sarebbero due i militari rimasti leggermente feriti durante l’aggressione; l’attentatore, seppure colpito, «è cosciente e verrà interrogato nelle prossime ore». Negli zaini non è stato ritrovato alcun esplosivo. Fonti giornalistiche locali riferiscono anche di un secondo arresto: un uomo di circa 35 anni, placcato a terra da tre poliziotti in borghese, all’uscita della metro Louvre-Rivoli. «È apparentemente un attacco di carattere terroristico», ha detto il premier francese Bernard Cazeneuve, che sta rientrando d’urgenza a Parigi da una visita per seguire da vicino la situazione.
Oltre un migliaio le persone rimaste bloccate nel centro commerciale, davanti all’ingresso del museo nel sottosuolo, e nel Louvre, prima che la polizia, dopo circa due ore, cominciasse a farle uscire in piccoli gruppi. Panico per i colpi sparati dai soldati. Il prefetto di Parigi Michel Cadot: «Il quadro è terroristico. Abbiamo fatto intervenire immediatamente i cani e gli artificieri per verificare l’eventuale presenza di esplosivi negli zaini ma non sono state trovate cose più pericolose dei coltelli».
Intanto i vescovi francesi affidano a un tweet il loro commento: «La nostra società deve sempre più credere alla pace». Ed esprimono la loro solidarietà ai militari feriti.
3 febbraio 2017

