Per Charlie l’appello di 40 eurodeputati da Strasburgo
La lettera aperta firmata da esponenti di diversi Paesi. «Pieno appoggio» al piccolo inglese e ai suoi genitori. «Chi difende il valore della vita?»
La lettera aperta firmata da esponenti di diversi Paesi. «Pieno appoggio» al piccolo inglese e ai suoi genitori. «Chi difende il valore della vita?»
Ci sono circa 40 firme, di eurodeputati di Paesi diversi, in fondo alla lettera aperta sottoscritta al Parlamento europeo sul caso di Charlie Gard, che dopo la sentenza della Corte europea sta attraversando possibili sviluppi. «Esprimiamo il nostro pieno appoggio a Charlie Gard, a Chris Gard e a Connie Yate – si legge nel testo, che vede come primi firmatari Miroslav Mikolášik, Luigi Morgano e Laurentiu Rebega -. Ci riteniamo obbligati ad esprimere le nostre preoccupazioni più profonde riguardo al risultato oltraggioso del caso di Charlie, che infrange i valori fondamentali dell’Europa, in particolare il diritto alla vita, il diritto alla dignità umana e all’integrità personale».
Gli eurodeputati ricordano in breve la storia di Charlie Gard, «un bambino di 10 mesi che soffre di una condizione medica rara e minacciosa per la vita, attualmente dipendente dal supporto alla vita in uno degli ospedali di Londra. I suoi medici – proseguono – hanno concluso che egli non ha più diritto di vivere in questo mondo e hanno chiesto l’approvazione dei tribunali per interrompere la sua cura salvavita, inclusa la nutrizione e l’idratazione. Purtroppo, sia i giudici nazionali che la Corte europea dei diritti dell’uomo si sono identificati con il ragionamento dei medici e hanno deciso di mettere fine alla vita di Charlie in assoluta contraddizione con la volontà dei suoi genitori».
L’appello dei politici Ue si sofferma sul fatto che «l’amore per i bambini spesso conduce i genitori a superare quello che è normalmente possibile quando si tratta del benessere del loro bambino; proprio come nel caso di Chris Gard e Connie Yates che sono riusciti a raccogliere 1,4 milioni di dollari», per finanziare «procedure mediche innovative eticamente sostenibili che potrebbero portare speranza a loro e ad altri. Hanno trovato con successo un trattamento sperimentale negli Stati Uniti». Quindi un interrogativo: «Come è possibile che anche oggi, nel ventunesimo secolo, in tempi in cui noi stessi definiamo la nostra epoca come quella che rispetta i valori fondamentali della vita e della dignità umana, il Regno Unito non agisca nel migliore interesse dei suoi cittadini?».
La conclusione è una presa di posizione netta: «Noi, sottoscrittori deputati del Parlamento europeo, intendiamo rispondere con un chiaro “no” e condanniamo fermamente la vergognosa condotta che minaccia questi valori della nostra società civile».
5 luglio 2017

