Non si spegne l’attenzione intorno al caso del piccolo Charlie Gard, il neonato londinese affetto da una malattia mitocondriale rara, per il quale i genitori stanno portando avanti una dura battaglia per la vita. «Un team di esperti in malattie rare dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma è a lavoro con altri esperti internazionali, soprattutto americani, per mettere a punto un trattamento di protocollo sperimentale rivolto al piccolo Charlie Gard». È l’annuncio di ieri, mercoledì 5 luglio, della presidente della struttura della Santa Sede Mariella Enoc, che ha fatto il punto anche sui contatti con l’ospedale dove il bambino è attualmente ricoverato, il Great Ormond Street Hospital di Londra, che ha rifiutato il trasferimento di Charlie al Bambino Gesù.

«Ci hanno ricontattato – ha riferito Enoc – rendendo note le motivazioni legali: la sentenza della Corte suprema». In sostanza, ha spiegato la presidente, solo se il Bambino Gesù fosse disposto a eseguire la sentenza della Corte suprema, «e quindi a staccare la spina», l’ospedale inglese sarebbe pronto a fare il trasferimento. «Dal nostro punto di vista – le parole di Enoc – questa opportunità non viene presa in considerazione». Le stesse motivazioni legali per il no al trasferimento sono state spiegate anche alla Farnesina. La presidente del Bambino Gesù ha reso noto che c’è stato anche un nuovo contatto con la mamma di Charlie, che ha richiamato uno dei medici che si sta occupando del nuovo protocollo sperimentale.

6 luglio 2017