Terremoto in Iraq e Iran, partiti gli aiuti italiani
Decollato un cargo dell’Aeronautica militare, con 15 tonnellate tra tra tende autostabili, coperte, kit cucina e igienico-sanitari, destinato alle popolazioni colpite dal sisma
Tende “autostabili”, coperte, kit di cucina e igienico sanitari. In tutto, un carico di 15 tonnellate è partito questa mattina, con un cargo boeing 767 dell’Aeronautica militare, dall’aeroporto di Pratica di Mare, destinato alle popolazioni colpite dal sisma che la sera di domenica 12 novembre ha devastato la zona di confine tra Iraq e Iran. Lo annuncia il dipartimento della Protezione Civile, intervenuto col ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale insieme al Comando operativo di vertice interforze alle dipendenze del ministero della Difesa, per «contribuire all’assistenza delle popolazioni colpite dal forte terremoto in Iran e Iraq». Con lo stesso volo, si legge nel comunicato, «è partito anche un team di esperti delle amministrazioni coinvolte che, attraverso il personale diplomatico italiano presente sul posto, provvederà alla consegna dei materiali alle autorità locali».
430 morti e 7.150 feriti: questa, al momento, la conta delle vittime, anche se le cifre sembrano destinate a salire mano a mano che i soccorsi raggiungono le zone più isolate. Il governo iraniano ha decretato per oggi, 14 novembre, una giornata di lutto nazionale. Il presidente iraniano Hassan Rohani ha chiesto la collaborazione di tutti gli organismi internazionali in grado di soccorrere le popolazioni colpite dalle catastrofi naturali. Tutti i corpi nazionali di sicurezza intanto, compreso il Corpo delle guardie della Rivoluzione Islamica, sono stati mobilitati per far fronte all’emergenza. Coinvolte, naturalmente, le comunità cristiane presenti nel Paese: molti, riferisce il direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie Hormoz Aslani, vanno a donare il sangue e «tutti pregano per le vittime e i loro familiari, per i feriti e per chi ha perso tutto». La regione più colpita è quella di Kermanshah, e la città che ha sofferto di più è Sarpol-e-Zahab. «Ma il terremoto .- aggiunge il sacerdote caldeo – lo abbiamo sentito in tutto il Paese. E anche nella nostra zona, a Urmia, si sono avvertite scosse di magnitudo 3.5».
Il sisma registrato domenica 12 novembre, con magnitudine 7,2 della Scala Richter ed epicentro nell’area di confine tra Iran e Iraq, è il più grave registrato in Iran dal 2003, anno in cui un terremoto devastante provocò la morte di 31mila persone.
14 novembre 2017

