Ucraina: ancora bombe su Kharkiv
Verso il secondo round di colloqui. Immutate le richieste di Mosca. Le autorità di Kiev: morti almeno 2mila civili. Mariupol, accerchiata, è senz'acqua. La Nato valuta l'ipotesi di una no-fly zone sui cieli ucraini. Il presidente Usa Biden: Putin «pagherà un prezzo alto»
Dovrebbe prendere il via nel tardo pomeriggio di oggi, 2 marzo, il secondo round di colloqui tra Russia e Ucraina. La notizia arriva dall’agenzia Tass, che riporta le parole del consigliere capo dell’ufficio del presidente ucraino Zelensky. Anche la delegazione russa si era detta pronta a tornare al tavolo stasera ma il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba denunciava che c’è ancora troppa distanza: «Siamo pronti per i negoziati, siamo pronti per la diplomazia ma non siamo pronti in alcun modo ad accettare alcun ultimatum russo», le sue parole davanti alle richieste di Mosca, che rimangono immutate. «Sono le richieste che Putin aveva espresso nel suo discorso prima dell’inizio della guerra, di fatto dichiarandoci guerra».
Intanto non si fermano i bombardamenti russi sulle città dell’Ucraina. Colpito ancora il centro di Kharkiv, riferiscono i media locali e internazionali, citando il servizio statale di emergenza dell’Ucraina secondo cui l’attacco ha danneggiato il palazzo del consiglio municipale, il Palazzo del Lavoro e altri edifici. Ancora, i militari russi affermano di aver conquistato la città strategica di Kherson, nel sud dell’Ucraina. Il bilancio delle vittime fornito dal sindaco di Kharkiv per la giornata di ieri, 1° marzo, è di 21 morti e 112 feriti mentre il governatore della regione parla di «perdite significative» anche sul fronte russo, riferisce la Bbc. Attaccato, secondo quanto riportato dall’esercito ucraino, anche un ospedale, mentre per le strade continuano gli scontri a fuoco.
Circondata dalle forze separatiste filo-russe della Repubblica popolare di Donetsk anche Mariupol, informa il portavoce della milizia separatista Eduard Basurin. «Le forze armate continueranno ad avanzare in quest’area per porre fine ai bombardamenti delle aree residenziali», afferma, secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa russe. La città intanto non ha più acqua, con 500mila persone bloccate dentro. L’allarme arriva dal sindaco, Vadym Boichenko, riferisce il Guardian: «Le forze di occupazione della Federazione russa hanno fatto di tutto per impedire l’uscita dei civili dalla città, bloccando mezzo milione di persone. Non possiamo nemmeno prendere i feriti dalle strade, dalle case e dagli appartamenti oggi, poiché i bombardamenti non si fermano».
Le forze separatiste filo-russe della Repubblica popolare di Donetsk hanno circondato Mariupol: lo ha annunciato il portavoce della milizia separatista Eduard Basurin. “Mariupol è stata circondata. Le forze armate continueranno ad avanzare in quest’area per porre fine ai bombardamenti delle aree residenziali”, ha detto Basurin al canale televisivo Rossiya 24, secondo quanto riportano le agenzie russe Tass e Interfax. I massici bombardamenti di stamattina a Kharkiv, nell’Ucraina orientale, hanno colpito edifici della polizia, dei servizi di sicurezza e anche l’Università nazionale Karazin. Lo riporta la Bbc sottolineando che i nuovi attacchi si sono verificati intorno alle 08.10 ora locale (le 7.10 in Italia), causando almeno quattro vittime. Le foto mostrano i vigili del fuoco che combattono gli incendi in un edificio universitario e in una stazione di polizia. Il sindaco della città, stamattina, ha detto che finora si sono registrate 21 vittime dall’inizio dei bombardamenti russi alla città.
Notizie contraddittorie arrivano dalla città portuale meridionale di Kherson, vicina alla Crimea, che le forze armate russe stamani hanno asserito di aver completamente conquistato. Immediata la replica del sindaco su Facebook: «Siamo ancora ucraini. Siamo saldi». Anche il governatore della regione di Kherson ha detto che la città è «circondata» dai russi, contraddicendo la notizia della conquista, riporta ancora la Bbc.
Stando a quanto riferito dal ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, citato da Sky News Uk, sarebbe al momento al vaglio della Nato l’ipotesi di dare vita a una no-fly zone sui cieli dell’Ucraina, su richiesta di Kiev. Si tratta di un’opzione fino a ieri esplicitamente esclusa dai leader occidentali in quanto contemplerebbe la possibilità di dover prendere di mira aerei militari russi e quindi, sulla carta, di innescare uno scontro diretto con Mosca. Per il vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko, riferisce la Tass, non si possono escludere «rischi di scontro» con la Nato. Intanto le autorità ucraine hanno reso noto che oltre 2mila civili sono stati uccisi dall’inizio dell’invasione russa. «Bambini, donne e forze di difesa perdono la vita ogni ora», si legge in un comunicato diffuso dai servizi di emergenza ucraini e rilanciato dai media internazionali. In 7 giorni di guerra, si aggiunge nella nota, «la Russia ha distrutto centinaia di snodi di trasporto, edifici residenziali, ospedali e asili». I soccorritori, da parte loro, hanno spento più di 400 incendi scoppiati dopo i bombardamenti russi in tutto il Paese e hanno disinnescato 416 esplosivi.
Il bollettino giornaliero pubblicato dal quotidiano Kyiv Independent parla di 5.840 soldati russi uccisi, 30 aerei e 31 elicotteri abbattuti e almeno 211 carri armati. Lo stesso giornale parla anche della distruzione di 862 veicoli blindati, 85 sistemi di artiglieria e 9 antiaerei, 60 serbatoi di carburante e 355 “veicoli”; catturati anche 40 tubi lanciarazzi. Impossibile però verificare l’attendibilità delle notizie. Gli Stati Uniti stimano che i morti russi nell’invasione Ucraina siano circa 2mila, informa il New York Times citando alcune fonti; secondo alcuni altri funzionari del Pentagono, le vittime sarebbero circa 1.500 fra i russi e 1.500 fra gli ucraini. Arrivato nella notte anche il primo discorso sullo stato dell’Unione del presidente Usa Joe Biden, che ha mandato chiari messaggi al «dittatore» Putin, dicendo che «pagherà un prezzo alto» per l’invasione dell’Ucraina. Annunciata anche la chiusura dello spazio aereo statunitense alle compagnie russe.
2 marzo 2022

