A Gaza la speranza di vita passata da 70,5 anni a 40
La video testimonianza di Giorgio Monti, coordinatore medico di Emergency nella Striscia. «Nei prossimi anni ci si aspetta che 500mila persone muoiano». Sfollate il 90% delle persone
Diffusa da Emergency la video testimonianza di Giorgio Monti, coordinatore medico dell’organizzazione a Gaza, che fa il punto sulle vittime. «I morti totali qui, a Gaza, per l’80% non sono correlati al bombardamento, al colpo d’arma da fuoco, ma al fatto che il 90% delle persone siano sfollate – spiega -; è freddo, piove, è difficile vivere in una tenda. Il cibo non arriva in modo regolare, la gente ha un terzo di acqua pulita disponibile rispetto a quello che è considerato il fabbisogno minimo, l’ambiente è fatto di polveri sottili dovute al crollo delle case, le strutture sanitarie sono saltate».
In questo contesto, cambiano completamente le prospettive. «La speranza di vita un anno fa era di 70,5 anni; oggi è di 40 – denuncia -. La mancanza di strutture sanitarie non ha permesso di fare prevenzione, di curare i tumori e le malattie croniche. Questo porterà inevitabilmente a morti, senza contare i danni psicologici. Nei prossimi anni – conclude – ci si aspetta che 500mila persone muoiano. Significa che se abitate in una famiglia di quattro persone, guardatevi attorno perché in questo setting una su quattro sarebbe morta».
7 marzo 2025

