A Gaza «la vita dei bambini è in bilico»

La denuncia della direttrice generale di Save the Children international Inger Ashing, nella Striscia tre settimane dopo la paura nelle ostilità. «Senza assistenza continueranno a morire»

Tre settimane dopo la pausa nelle ostilità, la direttrice generale di Save the Children international Inger Ashing ha visitato Gaza, incontrando i piccoli sostenuti dall’organizzazione. «I bambini di Gaza – riferisce – hanno un disperato bisogno di cure mediche, cibo, alloggio e accesso all’istruzione e la pausa nelle ostilità non fa che rivelare la vera portata della devastazione». Dopo 15 mesi di guerra, infatti, migliaia di bambini a Gaza combattono contro malnutrizione e malattie e la quantità di aiuti disponibili non è nemmeno lontanamente sufficiente a soddisfare gli enormi bisogni.

Ashing ha visitato uno dei due centri sanitari primari di Save the Children a Gaza, che fornisce servizi salvavita come vaccinazioni e cure mediche per bambini malnutriti e donne incinte e che allattano. Ha anche partecipato a una sessione di relazione madre-figlio in uno spazio a misura di bambino, un ambiente sicuro creato dall’organizzazione in cui i piccoli e chi si prende cura di loro possono giocare, imparare e ricevere sostegno.

«La vita dei bambini è in bilico – sono le parole di Ashing -. Anche se le bombe e i proiettili si sono fermati, l’incubo per i bambini di Gaza è lungi dall’essere finito. Senza assistenza urgente, i bambini continueranno a morire. È straziante assistere alla sofferenza di massa e vedere così tanti bambini colpiti, che sono visibilmente malnutriti, molti presentano disabilità e lesioni che dureranno tutta la vita». Come il piccolo di un anno che «è quasi morto di malnutrizione ma che per fortuna è riuscito a ricevere cure presso la nostra clinica», racconta la direttrice generale.

Il racconto di Ashing è stringente. «Migliaia di bambini cercano disperatamente cibo, riparo e cure mediche. Abbiamo una piccola finestra di opportunità. Il tempo stringe per fermare gli effetti a lungo termine della malnutrizione e dei traumi. Dobbiamo agire ora – incalza – per evitare che altri bambini muoiano dopo più di un anno senza un adeguato accesso agli aiuti e ai servizi di cui hanno bisogno. È essenziale potenziare la nostra risposta e garantire che i bambini di Gaza possano accedere ai beni essenziali di cui hanno bisogno».

Nell’analisi della direttrice generale di Save the Children, «l’unico modo per fermare questa sofferenza è un cessate il fuoco duraturo e definitivo. La comunità internazionale deve anche ritenere responsabili gli autori dei danni inflitti ai bambini e delle vite strappate. Bisogna affrontare le cause profonde delle violenze ripetute e affrontare la crisi decennale dei diritti dei bambini nei Territori palestinesi occupati», conclude.

Save the Children ha due centri sanitari di base a Gaza, dove fornisce vaccinazioni e cure mediche urgenti ai bambini malnutriti e alle donne incinte e che allattano. Da quando sono state sospese le ostilità, a Gaza sono entrati i camion di Save the Children, con kit di ricovero temporaneo, biancheria da letto e prodotti per l’igiene, e decine di altri sono in attesa al confine.

7 febbraio 2025