A San Francesco Saverio la statua del beato Carlo Acutis

Il parroco don Di Medio: immagine di una santità «alla portata di tutti». La veglia di preghiera e il progetto di portarla nei luoghi di incontro di Garbatella

Jens, sneakers e uno zainetto sulle spalle. La santità giovane di Carlo Acutis, morto a 15 anni per una leucemia fulminante e beatificato ad Assisi il 10 ottobre 2020, è “raccontata” dalla nuova statua che è arrivata ieri sera, 12 ottobre, da Assisi nella parrocchia di San Francesco Saverio alla Garbatella. Nel giorno della sua nascita al cielo, il 12 ottobre del 2006. «La statua simboleggia ciò che Carlo ha incarnato per i giovani e per la Chiesa, ovvero che la santità è alla portata di tutti, non è solo delle grandi figure di secoli fa. Per questo è bellissimo vedere una statua con i blue jeans e le scarpe da ginnastica in mezzo ai santi con il saio – commenta il parroco don Alessandro Di Medio -. Acutis ha vissuto la quotidianità di qualsiasi adolescente: studente, appassionato di informatica e creatore di siti web; ma era anche un innamorato di Dio e del Rosario. Per questo è fondamentale che i ragazzi conoscano questo loro coetaneo». Una fede, quella testimoniata da Acutis, «in costante cammino ed evoluzione», sottolinea ancora il sacerdote, proprio come il cammino che la stessa statua ha fatto da Assisi, luogo tanto caro al beato. Don Alessandro si è recato personalmente a prenderla, con un gruppo di giovani della parrocchia e della realtà “Signa Veritatis”, ideata dieci anni fa dallo stesso sacerdote.

«Carlo ci ricorda che tutti siamo chiamati alla santità», ha ribadito don Alfredo Tedesco, direttore del Servizio diocesano per la pastorale giovanile, che ha guidato la veglia di preghiera nella quale, ieri sera, è stata accolta nella chiesa parrocchiale la nuova statua. «Amava ripetere che l’Eucaristia è “la nostra autostrada per il cielo”, dunque se lui, semplice adolescente, ce l’ha fatta, perché noi non possiamo fare lo stesso?».

L’immagine del beato Acutis ha catalizzato l’attenzione dei molti ragazzi che hanno affollato la chiesa. «Fa strano vedere questa statua accanto all’altare – aferma Adriano Contardi, giovane della parrocchia e del gruppo “Signa Veritatis” -. Colpisce una figura così giovane e moderna, ma proprio per questo quello che noi ragazzi proviamo è una forte speranza, perché è il beato “della porta accanto”, sarebbe potuto tranquillamente essere uno dei miei amici o delle persone che frequento». L’insegnamento di Acutis è dunque quello «di poter aspirare alla santità fin da giovani, rispondendo all’amore ricevuto con altrettanto amore – aggiunge Claudia Di Lascio, un’altra giovane della parrocchia -. In ogni aspetto della nostra vita una figura del genere ci ricorda che fare del bene è semplice». La veglia, conclude don Di Medio, è stata «un primo passo per coinvolgere sempre più giovani». Il progetto del sacerdote, infatti, è quello di festeggiare ogni 12 ottobre, giorno della sua memoria liturgica, il beato Carlo Acutis, «con qualche “provocazione”, come portare la statua nei luoghi di Garbatella dove i giovani si incontrano».

13 ottobre 2021