A San Pietro il Giubileo del Campus Bio-Medico

Oltre mille persone hanno preso parte alla celebrazione, con il cardinale Gambetti, il vicario dell’Opus Dei in Italia don Manfrini, il direttore della cappellania don Brenna, con tutti i cappellani

Più di mille persone tra studenti e professori, infermieri e medici, ricercatori e amministrativi, tecnici e volontari, accompagnati anche da familiari e amici. 12 pullman riboccanti di partecipazione e speranza partiti dalla sede di Trigoria, oltre alle centinaia di colleghi che hanno raggiunto autonomamente il punto di ritrovo di piazza Pia. Il popolo del Campus Bio-Medico si è riunito ieri pomeriggio, 1° aprile, per il pellegrinaggio giubilare lungo via della Conciliazione, il passaggio attraverso la Porta Santa e la Messa nella basilica di San Pietro, per celebrare il Giubileo della Speranza e ribadire, al tempo stesso, il senso di una missione comune al servizio del prossimo. A concelebrare, all’Altare della Cattedra, il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica di San Pietro, il vicario dell’Opus Dei in Italia don Giovanni Manfrini e don Luca Brenna, direttore della cappellania del Campus Bio-Medico, accompagnato da tutti gli altri cappellani, con i canti e le musiche del coro universitario.

«In un’epoca in cui la tecnologia e la scienza medica fanno passi da gigante, è essenziale non perdere di vista l’aspetto umano della formazione e delle cure», ha sottolineato il presidente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico Carlo Tosti, che ha poi continuato: «Il Giubileo è per noi l’occasione per riaffermare la nostra missione originaria e il nostro impegno nel mettere sempre e comunque la persona al centro».

Per Gambetti, «”alzati” è il verbo della resurrezione, ovvero stai in piedi nella tua dignità, non dimenticare la condizione da cui provieni, e cammina. Il mistero che celebriamo è questo – ha ribadito nell’omelia -: guarigione e consegna di un mandato, in particolare per voi, per coloro che hanno cura degli altri». Quindi il suo ringraziamento alla comunità del Campus riunita in preghiera, insieme all’incoraggiamento «nella missione che avete abbracciato, perché davvero possiate mostrare a tutti come curava e come guariva Gesù, fino al punto da non poter distinguere l’umano e il divino, tanta è l’umanità nell’approccio all’altro». Da qui anche l’esortazione di don Manfrini: «Ognuno di noi sappia posare il proprio sguardo affettuoso e misericordioso prima di tutto sui propri colleghi, avendo occhi di comprensione e fiducia, così come sugli studenti e sui pazienti, in modo che possa diventare realtà l’auspicio di san Josemaría di essere seminatori di pace e di gioia».

A sottolineare l’importanza di questo evento per la comunità del Campus, anche don Luca Brenna. «Il Giubileo – ha detto – è un momento di preghiera e un’esperienza di comunione che ci ricorda come il cammino di ogni giorno avvenga nella fede e nel servizio ai più fragili. Vedere così tante persone unite in questo pellegrinaggio è un segno di grande speranza per il futuro, a dimostrazione del forte impegno che ci caratterizza come comunità».

Tra i partecipanti,  Claudia Pagavino, infermiera del Day Hospital oncologico del Policlinico Campus Bio-Medico. «Ogni giorno il nostro lavoro ci mette di fronte a sfide e sofferenze, ma questo pellegrinaggio mi ha ricordato che la cura va oltre il gesto tecnico: è un cammino di vicinanza e di speranza al fianco dei pazienti e delle loro famiglie», il suo commento. Anche per Marianna Amura, studentessa del terzo anno della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università, «camminare al fianco dei miei colleghi studenti, dei docenti e di tutte le persone presenti è stato un segno tangibile di cosa significhi poter essere parte di questa comunità: avanzare insieme per un futuro migliore».

2 aprile 2025