Accordo Israele Hamas, gli Ordinari cattolici di Terra Santa: «Passo necessario»
La nota diffusa da Gerusalemme: «Una pace autentica e duratura può essere raggiunta solo attraverso una soluzione giusta che affronti le cause originali di questo prolungato scontro»
Porta la data di ieri, 16 gennaio, la nota diffusa da Gerusalemme nella quale gli Ordinari cattolici di Terra Santa (vescovi e capi religiosi cattolici appartenenti alla Chiesa cattolica latina, melkita, maronita, armena, siro-cattolica e caldea) «accolgono con favore l’annuncio del cessate il fuoco a Gaza, che mira a porre fine alle ostilità a Gaza, alla restituzione degli ostaggi israeliani e alla liberazione dei prigionieri palestinesi. Speriamo – si legge nel testo – che questo cessate il fuoco segni in modo importante la fine della violenza che ha causato sofferenze incalcolabili. Si tratta di un passo necessario per fermare la distruzione e soddisfare i bisogni umanitari urgenti di innumerevoli famiglie colpite dal conflitto».
Insieme alla soddisfazione però l’assemblea degli Ordinari cattolici – presieduta dal patriarca latino di Gerusalemme il cardinale Pierbattista Pizzaballa – esprime anche la consapevolezza che «la fine della guerra non significa la fine del conflitto. È quindi necessario – proseguono – affrontare alle radici, in modo serio e credibile, le questioni profonde che stanno all’origine di questo conflitto da troppo tempo. Una pace autentica e duratura può essere raggiunta solo attraverso una soluzione giusta che affronti le cause originali di questo prolungato scontro». E questo «richiede un lungo processo, la volontà di riconoscere reciprocamente la sofferenza l’uno dell’altro e un’educazione mirata alla fiducia che porti al superamento della paura dell’altro e della giustificazione della violenza come strumento politico».
La speranza allora è che il cessate il fuoco «porti un senso di serenità e di sollievo per tutti e segni l’inizio di un nuovo cammino verso la riconciliazione, la giustizia e una pace sostenibile. Che questo sia il primo passo di un cammino che promuova la guarigione e l’unità tra tutti coloro che vivono in Terra Santa», scrivono. E ancora: «Attendiamo con impazienza il ritorno dei pellegrini nei Luoghi Santi del nostro Paese. I Luoghi Santi – rilevano gli Ordinari cattolici – sono pensati per essere luoghi di preghiera e di pace, e noi desideriamo ardentemente che i pellegrini possano tornare a visitarli in piena sicurezza e con spirituale letizia. Nonostante il dolore che abbiamo sofferto, continuiamo a guardare al futuro con incrollabile speranza. Possa questo cessate il fuoco ispirare nuovi sforzi per il dialogo, la comprensione reciproca e una pace duratura per tutti – è l’auspicio -. All’inizio dell’anno giubilare dedicato alla speranza che non delude, leggiamo in questo evento un segno che ci ricorda la fedeltà di Dio».
Da ultimo, il testo contiene un appello ai leader politici e alla comunità internazionale a «sviluppare per il dopoguerra una visione politica chiara e giusta. Un futuro costruito sulla dignità, la sicurezza e la libertà per tutti i popoli è un prerequisito per una pace vera e duratura. Esortiamo tutte le parti a implementare i passi immediati già concordati – si legge nel testo – e a negoziare in buona fede le fasi future dell’accordo».
17 gennaio 2025

