Ad Haiti cresce la violenza
La denuncia dell’inviata Onu Salvador: situazione paragonabile a quella dei Paesi in guerra. Oltre 400 morti negli ultimi 6 mesi; 1.674 gli incidenti da gennaio a marzo
Haiti come un Paese in guerra. La nuova inviata delle Nazioni Unite, l’ecuadoriana Maria Isabel Salvador, denuncia la situazione nel Paese, con «la violenza delle bande che si sta espandendo a un ritmo allarmante in aree precedentemente considerate relativamente sicure a Port-au-Prince e fuori dalla Capitale». Lo confermano i numeri: 1.647 gli incidenti violenti registrati solo nei primi tre mesi del 2023; oltre 400 i morti negli ultimi 6 mesi, soprattutto nei dipartimenti dell’Ovest e dell’Artibonite, come si legge nell’ultimo rapporto pubblicato dalla Rete nazionale per la difesa dei diritti umani.
Dall’altra parte, le forze di sicurezza sono «sotto organico e mal equipaggiate», informano dalla Rete. Secondo i dati ufficiali, la forza operativa è stata ridotta da 14.772 a 13.200 persone, di cui solo 3.500 svolgono funzioni di polizia, il che spiega l’inefficienza della risposta alla violenza. Tra il 14 e il 19 aprile, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari ha riportato 70 morti e 40 feriti a Cité Soleil, il più grande quartiere a basso reddito della Capitale. Lunedì scorso, 24 aprile, una dozzina di presunti membri di una banda è stata attaccata da un altro gruppo a Canapé-Vert, una zona alta di Port-au-Prince, un altro sobborgo della Capitale.
28 aprile 2023

