Africa: «Cessi l’aumento di violenza nel Sahel centrale»

Appello dell’Unicef: «A fine 2023 gravi violazioni contro i bambini aumentate di oltre il 70%». Reclutamento di minori, uccisioni e mutilazioni aumentate di oltre il 130%

Parla di «impressionante aumento di episodi di violenza», Gilles Fagninou, direttore dell’Unicef per l’Africa occidentale e centrale. Il riferimento è alla regione del Sahel centrale dell’Africa occidentale: Burkina Faso, Mali, Niger. E a eventi che comprendono anche «uccisioni di bambini». Un aumento che «deve cessare – incalza Fagninou – se si vuole che i bambini realizzino i loro diritti fondamentali alla vita secondo la Carta africana sui diritti e il benessere del bambino e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza».

Negli ultimi 3 mesi del 2023, denuncia ancora il direttore Unicef per l’Africa occidentale e centrale, «le gravi violazioni contro i bambini nel Sahel centrale sono aumentate di oltre il 70% rispetto ai 3 mesi precedenti. La maggior parte dei casi ha riguardato reclutamento e uso di bambini, uccisioni e mutilazioni, che complessivamente sono aumentate di oltre il 130% tra ottobre e dicembre rispetto ai tre mesi precedenti. I civili – prosegue – necessitano di protezione da ogni forma di violenza. Le comunità coinvolte nei combattimenti hanno bisogno di protezione. Troppi bambini sono vittime di gravi violazioni dei loro diritti, tra cui uccisioni, rapimenti e reclutamento da parte dei gruppi armati».

Anche nei primi tre mesi del 2024, «circa 1.400 persone sarebbero state uccise in episodi di violenza nel Sahel centrale, un numero in costante aumento negli ultimi anni e superiore del 66% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso». L’Unicef chiede dunque «a tutti coloro che sono coinvolti nella crisi in corso nel Sahel centrale – conclude Fagninou – di porre fine a tutte le forme di violenza, uccisione e abuso di bambini, in linea con i loro obblighi di diritto internazionale».

30 maggio 2024