Ai Musei Capitolini in mostra “I Farnese nella Roma del Cinquecento”

Centoquaranta capolavori tra sculture, bronzi, dipinti, disegni, manoscritti, gemme e monete fruibili fino al 18 maggio negli spazi espositivi di Villa Caffarelli. Opere anche dal Louvre

Dodici sale per raccontare il legame, unico, tra la famiglia dei Farnese e la città di Roma. Tra gli spazi espositivi di Villa Caffarelli, ai Musei Capitolini, è possibile visitare fino al 18 maggio la mostra “I Farnese nella Roma del Cinquecento. Origini e fortuna di una collezione”. Protagonisti sono centoquaranta capolavori che, tra sculture antiche, bronzi, dipinti, disegni, manoscritti, gemme e monete, riportano al momento del massimo splendore della collezione, dai primi decenni del XVI secolo all’inizio del XVII.

La mostra, a cura di Claudio Parisi Presicce e Chiara Rabbi Bernard – promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali e organizzata da Zètema Progetto Cultura in collaborazione con Civita Mostre e Musei -, è stata allestita anche grazie a importanti prestiti: dal Museo Archeologico di Napoli fino al Louvre. Se ne è parlato ieri mattina, 11 febbraio, nella conferenza stampa di presentazione alla quale hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio e il ministro consigliere dell’Ambasciata di Francia Cyril Blondel.

«Questa mostra dedicata alla Collezione Farnese, una delle più straordinarie espressioni del collezionismo rinascimentale, arricchisce l’offerta culturale di Roma nell’anno giubilare offrendo ai cittadini e alle cittadine la possibilità di scoprire un momento di storia e di magnificenza dell’arte della Capitale», ha esordito Smeriglio, sottolineando come l’amministrazione si stia muovendo per «rendere questa occasione fruibile da tutti i cittadini di Roma e dai turisti e pellegrini in visita nella Capitale». E sul contesto dell’anno giubilare ha messo l’accento anche Blondel, dicendosi sicuro che «questa mostra avrà una rilevanza unica visto il contesto altrettanto unico nel quale si svolge, che è quello dell’anno giubilare».

Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai Beni culturali oltre che curatore della mostra, si è concentrato sulla figura di Paolo III (Alessandro Farnese) e sul suo legame con Roma, nello specifico sugli interventi urbanistici voluti dal pontefice in preparazione del Giubileo del 1550. «Paolo III è stato colui che ha partecipato a sette Conclavi, regnando dal 1534 al 1549. Il suo ruolo fu quello di cercare di restituire a Roma l’antico prestigio e di farlo di pari passo con la crescita di quello della famiglia Farnese. Fu per questo che si mosse per l’acquisizione di capolavori dell’arte antica, scelti per arredare proprio Palazzo Farnese, forse la residenza più importante della Roma di quel secolo».

La Collezione Farnese fu tra le più celebri raccolte artistiche e archeologiche del tempo: comprendeva un grande numero di capolavori dell’arte antica, tra cui sculture, dipinti e disegni dei più grandi artisti dell’epoca, gemme, monete e preziosi manoscritti. Rappresentò anche lo strumento attraverso il quale la famiglia Farnese cercò di consolidare il proprio prestigio nella Roma pontificia. Nelle dodici sale dedicate all’esposizione, si trovano alcuni dei capolavori che all’epoca impreziosivano diverse ale del palazzo – la Galleria dei Carracci, la Sala dei Filosofi, il Camerino del Gran Cardinale, le Stanze dei dipinti sacri e quella dei ritratti – come il gruppo del Pan e Daphni, il gruppo del Ganimede con l’Aquila, la Madonna del Divino Amore di Raffaello, il Ritratto di Papa Paolo III con il camauro di Tiziano.

Uno spazio, inoltre, è stato dedicato al rapporto tra i Farnese e Fulvio Orsini, umanista e antiquario che acquistò molte opere dai Farnese, come sottolineato nell’intervento dell’altra curatrice Chiara Rabbi Bernar. La mostra è stata allestita per essere fruibile anche a persone con disabilità: sono previste visite guidate per non udenti – grazie anche alla collaborazione del dipartimento per le Politiche sociali di Roma Capitale – ma anche percorsi per ipovedenti e non vedenti. Sarà possibile visitare la Collezione tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30.

12 febbraio 2025