Al Cav sorrisi e sostegno per bimbi e mamme

Le voci da Talenti, Monteverde e Tiburtino. L’aumento di gravidanze in età adolescenziale e la sfida dell’«educazione affettiva». I centri, «luoghi di serenità» e «bella testimonianza di Chiesa»

Cambia il profilo delle donne accolte nell’ultimo anno nel Centro di aiuto alla vita (Cav) Talenti, con sede nella parrocchia di San Ponziano. «Sono aumentate le richieste di assistenza da parte di ragazze molto giovani», afferma la presidente Chiara Nardi, facendo un bilancio in occasione della 48ª Giornata nazionale per la vita, celebrata ieri, 1° febbraio. Poco più che bambine, accompagnate dai fidanzati, giovanissimi anche loro. La maggior parte sono sostenute dalle famiglie, e questo fa la differenza. «La più grande vittoria di quest’anno» ha il volto di una quindicenne. Inizialmente era indecisa se portare a termine la gravidanza. «Le siamo rimaste accanto coinvolgendo anche la mamma – dice Nardi -. Oggi è serena con il suo bambino».

L’aumento di gravidanze in età adolescenziale apre una riflessione sul piano educativo. «Si ricorre con troppa facilità alla pillola del giorno dopo, considerata quasi un metodo contraccettivo, senza una reale consapevolezza degli effetti – riflette la presidente del Cav -. Sarebbe importante un’educazione affettiva più diffusa, non solo a scuola ma in tutti i contesti». Resta alta la presenza di donne straniere che si rivolgono ai Cav, «spesso sole e prive di una rete familiare». Tra le novità del 2025 anche l’ingresso di tirocinanti di Psicologia grazie a convenzioni universitarie, a partire da eCampus. «Una ricchezza che ci permette di offrire un supporto qualificato – conclude – e di aprirci a nuovi contatti». Tra i progetti futuri, l’apertura di una casa di accoglienza sul modello di “Casa Mamma Nico”.

La Giornata per la vita è stata festeggiata nel pomeriggio nel salone Don Aurelio della parrocchia di San Ponziano con le mamme assistite dal Cav. Per il parroco, don Mauro Manganozzi, il Cav «è motivo di tranquillità, una risorsa importante che può avviare un percorso concreto ed efficace per una donna che necessita di supporto. La comunità, poi, quando si tratta di sopperire a qualsiasi necessità dei bambini risponde in modo tempestivo e generoso, aggiunge il sacerdote, che nella Messa del mattino ha benedetto le mamme in attesa.

Il Cav Monteverde celebra un anno di attività nella parrocchia di San Damaso. «Abbiamo trovato un’accoglienza molto cordiale e fin da subito abbiamo avuto molte richieste di mamme – dice la presidente Franca Tonini -. In un anno abbiamo accolto 72 mamme e accompagnato alla nascita 35 bambini. Altre 15 donne sono in dolce attesa». Fin da subito si infonde serenità e comprensione alle donne, assicurandole che non sono sole. «Il sorriso delle volontarie accompagna le mamme dall’inizio della gravidanza alla nascita del bimbo e anche dopo, fino ai due anni – prosegue Tonini -. Per ognuna c’è un sostegno personalizzato. Oltre al “Progetto Gemma”, sostenuto dalla Fondazione Vita Nova, abbiamo lanciato il “Progetto nascita mamma serena” grazie ai fondi 8xmille destinati dalla diocesi di Roma. Offriamo sostegno alla mamma fino al primo anno di vita del bambino. Non ci limitiamo a fornire aiuti materiali con tutto ciò che occorre per l’infanzia, ma anche sostegno economico e una formazione per l’inserimento nel mondo del lavoro».

Per Cristina Caterini, presidente del Cav Tiburtino, nella parrocchia di San Giuseppe Artigiano, il Centro «è un luogo di serenità. È un via vai di mamme che hanno bisogno di un aiuto o solo di una parola, un incoraggiamento, ma sono felici perché la scelta della vita è sempre una scelta vincente». Lo hanno sperimentato anche due 17enni seguite quest’anno dalle volontarie. «Due storie che porto nel cuore – dice -. In entrambi i casi hanno trovato il sostegno delle famiglie». C’è chi decide di non portare a termine la gravidanza, ma non viene comunque lasciata sola. «Continuiamo a interessarci – afferma Caterini -. Contattiamo queste donne, ci informiamo. Molte si sono viste costrette a fare questa scelta. Una decisione mai presa a cuor leggero ma spesso dettata dalla solitudine e dalla paura di non farcela». La parrocchia di San Giuseppe Artigiano è «un tutt’uno con il Cav – spiega il parroco don Gianni Di Loreto -. Fa molto bene alla comunità perché fa crescere nella carità i parrocchiani. È una bella testimonianza di Chiesa. Molte mamme sono straniere, professano altre fedi, ma sono molto rispettose del luogo e tanto grate alle operatrici che le hanno accolte nel momento del bisogno e aiutate a integrarsi».

2 febbraio 2026