Al Teatro dell’Opera torna a suonare il “violino di Auschwitz”

Serata speciale, il 23 gennaio, in occasione del Giorno della memoria, con il documentario in anteprima “Il respiro di Shlomo” e le sonate con lo strumento appartenuto a Hillebrand

Suoneranno il violino appartenuto al musicista polacco Jan Hillebrand, che suonava nella cosiddetta “orchestra di Auschwitz”, i violinisti Vincenzo Bolognese e Koram Jablonko, che il 23 gennaio alle 20 apriranno la serata speciale del Teatro dell’Opera di Roma, in occasione del Giorno della memoria 2023. Torna dunque a suonare uno dei rarissimi violini originali che venivano suonati nel campo di sterminio simbolo della Shoah, ritrovato e fatto restaurare da Francesco Lotoro, tra i più grandi esperti al mondo di musica concentrazionaria, da oltre trent’anni impegnato nel recupero dell’immenso patrimonio musicale prodotto nei lager. Verranno eseguite due sonate, arrangiate dallo stesso Lotoro: il Kol Nidrè, uno dei canti più importanti della tradizione liturgica ebraica, e il Duettino di Marius Flothuis, compositore olandese che fu deportato nel lager di Sachsenausen.

A seguire, sarà proiettato in anteprima nazionale il documentario “Il respiro di Shlomo”, che racconta la vita e la storia di Shlomo Venezia. Diretto da Ruggero Gabbai e scritto da Marcello Pezzetti, con Forma International e CDEC – Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, il documentario è stato prodotto dalla Fondazione Museo della Shoah, in collaborazione con Rai Cinema, e realizzato grazie al supporto di Roma Capitale, Regione Lazio, Unione delle Comunità ebraiche italiane, Comunità ebraica di Roma, Associazione Figli della Shoah. La voce narrante di Shlomo stesso, ripresa da una vecchia intervista, guida gli spettatori attraverso la sua storia ripercorrendo i luoghi della sua vita. Ebreo di nazionalità italiana, nato a Salonicco, Venezia fu arrestato e deportato insieme a tutta la famiglia nel 1944 ad Auschwitz Birkenau, prima di essere trasferito a Mathausen e infine ad Ebensee. Fu selezionato tra i prigionieri per entrare nell’unità speciale dei Sonderkommando, una squadra che aveva il compito di lavorare all’interno delle strutture dei crematori. Sopravvissuto ai campi di sterminio, è diventato uno dei più importanti testimoni della Shoah.

Tanti i contributi nel documentario: dai racconti dell’autore Marcello Pezzetti a quelli di alcuni esperti di Shoah e di persone molto vicine a Shlomo, che appresero la sua storia solo dopo anni, quando finalmente trovò il coraggio di parlare e descrivere con precisione l’orrore dello sterminio, senza tuttavia mai ricreare immagini troppo cruente, specie per il suo uditorio più affezionato: le scuole.

La serata, organizzata dall’Unione delle Comunità ebraiche Italiane in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah e con il Teatro dell’Opera, si aprirà con i saluti istituzionali della Presidente Ucei Noemi Di Segni, del presidente della Fondazione Mario Venezia e del Sovrintendente capitolino al Teatro dell’Opera Francesco Giambrone.  Per partecipare è necessario prenotarsi all’email promozione.pubblico@operaroma.it.

20 gennaio 2023