Alberto Sordi, “Avaro” con il gene della solidarietà

Festeggiato il compleanno dell’attore romano con una serata di beneficienza per la ricerca sulle malattie dell’invecchiamento. Fra i premiati, Baudo

Festeggiato il compleanno dell’attore romano con una serata di beneficienza per la ricerca sulle malattie dell’invecchiamento. Premiati Baudo, Autieri, Panariello e Spaak

«Ve meritate Alberto Sordi!». Così faceva esclamare Nanni Moretti al protagonista del suo primo film, Ecce Bombo, per criticare il qualunquismo dell’italiano medio che trovava nelle interpretazioni dell’”Albertone nazionale” un rappresentante memorabile. Era il 1978 e la leggenda metropolitana voleva che il Sordi uomo fosse snob, avaro e un po’ gretto quasi quanto i personaggi che interpretava. Una diceria pesante considerando che, seppure non avesse ancora portato sugli schermi il suo indimenticabile Avaro, quegli erano gli anni de Un borghese piccolo piccolo e I nuovi mostri.

Quest’anno Alberto Sordi avrebbe compiuto 96 anni. E, come ogni anno da ormai undici anni, nell’anniversario della sua nascita – il 15 giugno – la Fondazione che porta il suo nome lo festeggia con una serata di beneficenza in cui viene assegnato il “Premio Alberto Sordi”, conferito a personaggi del mondo dello spettacolo che «nella propria carriera artistica danno testimonianza concreta di solidarietà». Perché don Arpagone era in realtà generosissimo, solo che, attenendosi al precetto evangelico per cui la carità va fatta nel segreto, non voleva si sapesse.

«Stasera siamo qui a rendere omaggio a un grandissimo attore ma soprattutto a un grande uomo – ha detto Pippo Baudo, uno dei premiati per il suo sostegno alla Comunità di San Patrignano -, perché se oggi abbiamo una struttura come il Campus Bio-Medico di Roma lo dobbiamo alla sua generosità, e per me è un onore ricevere questo premio». Come negli anni passati, lo scopo della serata, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della musica, presentata anche quest’anno da Fabrizio Frizzi, è infatti proprio questo: raccogliere fondi per la ricerca sulle malattie dell’invecchiamento, attività svolta, secondo le intenzioni dello stesso Sordi, dall’Università Campus Bio-Medico. «Un’attività preziosa – spiega Stefania Binetti, segretario generale della Fondazione – tenuta per anni al riparo dalla pubblicità per rispettare il pudore di Alberto nel parlare delle sue donazioni, ma a cui dopo la sua morte ci è sembrato giusto dare pubblicità, sia per sostenere la ricerca che per far saper a tutti che tipo di testimonianza ha lasciato». Era il 1992 quando Sordi vendette dei terreni che possedeva a Trigoria perché vi fosse realizzato un policlinico universitario, e, insieme, regalò altri otto ettari, attigui a quelli già venduti, per realizzarvi una struttura che si occupasse «degli anziani fragili».

Un avaro veramente speciale che regala un terreno che all’epoca vale circa 10 miliardi di lire, rendendo possibile la creazione di quello che oggi è il Centro per la Salute dell’Anziano e l’Università Campus Bio-Medico di Roma: un polo di eccellenza specializzato nella terapia riabilitativa, nella fisiopatologia dell’invecchiamento e nella ricerca bio-medica applicata alle patologie dell’età avanzata. «I proventi di questa serata – ha spiegato Vincenzo Di Lazzaro, direttore dell’Unità operativa di Neurologia del Campus – saranno destinati a due nostri progetti sulle patologie della terza età: per la diagnosi precoce e la cura dell’Alzheimer e per il progetto “Keep walking”, una ricerca sulla stimolazione cerebrale per il recupero motorio post-ictus». Due campi di indagine «importanti – ha proseguito Di Lazzaro -, considerando che l’ictus in Italia colpisce ogni anno 200mila persone e che circa un milione ha una qualche forma di demenza».

Oltre a Pippo Baudo sono stati premiati anche Serena Autieri, per il sostegno a favore del “FAI Fondo Ambiente Italiano”; Giorgio Panariello, per il suo appoggio alla campagna per la sicurezza stradale e Catherine Spaak, per il suo impegno per la prevenzione della violenza sulle donne. Il premio speciale Alberto Sordi per la Solidarietà, istituito dalla Fondazione dal 2013 per far conoscere gesti di solidarietà compiuti da persone comuni, è stato invece assegnato a Maria Assunta Civitella e a suo marito Giovanni Latini, fondatori della casa-famiglia “Altro Sentiero”, che da 16 anni ospitano giovani e bambini maltrattati. Non ce lo meritavamo, Alberto Sordi. Ma per fortuna l’abbiamo avuto.

16 giugno 2016