All’Ara Pacis “C’era una volta Sergio Leone”

Fino al 3 maggio la mostra dedicata al regista italiano, padre degli “spaghetti western”, a 90 anni dalla nascita e a 30 dalla scomparsa. La testimonianza di Carlo Verdone

All’Ara Pacis, a 90 anni dalla nascita e 30 dalla scomparsa, una mostra, dal titolo evocativo “C’era una volta Sergio Leone”, rende omaggio al grande regista italiano (1929-1989). Regista verso il quale, per loro stessa ammissione, Clint Eastwood, Quentin Tarantino, Steven Spielberg, Martin Scorsese, hanno un debito di riconoscenza. Sulle note del Maestro Morricone, amico d’infanzia che diede voce al linguaggio fiabesco e a un tempo realistico dei suoi film, tutto il percorso espositivo ricostruisce la creatività di questo cantastorie italiano, che ha rivoluzionato il western e non solo. Leone, che arrivava alla costruzione di un film raccontandolo ad amici, sceneggiatori e produttori, come i cantori greci, non amando la scrittura, sosteneva che la favola cinematografica potesse funzionare solo se in grado di convincere gli spettatori che quello che stavano vedendo stesse realmente accadendo.

Convinto che gli archetipi dei moderni cowboys fossero da rintracciare negli eroi omerici, come Aiace, Agamennone e Achille, ha sperimentato tutte le potenzialità dell’inquadratura, dal campo lungo al primo piano, regalandoci immagini visive e sonore di un western realistico, sporco e popolato da mascalzoni e personaggi violenti, interpretati egregiamente da Clint Eastwood, Charles Bronson, Rod Steiger, Gian Maria Volonté e tanti altri attori celebri. Personaggi picareschi dai dialoghi ridottissimi ma memorabili, inseriti in una narrazione sonora senza precedenti. Non a caso nel percorso espositivo è esposto il pianoforte su cui si sedeva a casa sua Morricone, quando gli faceva ascoltare le musiche pensate per ogni singola inquadratura che, solitamente, piacevano al regista sin dal primo ascolto, come lo stesso Maestro ricorda in una testimonianza video.

Di sala in sala, tra la ricostruzione del suo studio, modellini, scenografie, costumi e oggetti di scena, collezioni di argenterie e di opere d’arte figurative (da De Chirico a Mafai e Carlo Levi) e fotogrammi, il suo universo creativo viene raccontato come per lunghi fotogrammi, grazie anche alle mirabili foto di scena di Angelo Masi. Creatività che nasce all’interno della famiglia, di cui si dà conto in mostra: il padre, regista nell’epoca d’oro del muto italiano, sceglierà lo pseudonimo di Roberto Roberti, e a lui Leone renderà omaggio firmando “Per un pugno di dollari” con lo pseudonimo anglofono di Bob Robertson (figlio di Robert).

Il percorso artistico di Sergio Leone muove dal cosiddetto peplum (filone cinematografico storico-mitologico) al western (gli spaghetti-western “Il bello, il brutto e il cattivo”, “Giù la testa” etc.) e trova il suo culmine in quella che pensava fosse un’avventura e che invece si è rivelato il progetto di una vita: “C’era una volta in America”, il cui tema principale è il tempo stesso. Film presentato fuori concorso nel 1984 al Festival di Cannes, frutto di una minuziosa ricerca storica e una straordinaria realizzazione di costumi e trucco, che hanno contribuito a costruire il suo film “più cupo, più malinconico e personale”, acclamato in tutto il mondo. Del film dedicato alla battaglia di Leningrado, che si preannunziava grandioso come il precedente, rimangono solo poche pagine scritte prima della sua scomparsa.

Non poteva mancare una testimonianza video di Carlo Verdone, di cui Leone – che «doveva ancora capì perché lo faceva tanto ridere» – produsse i primi due film “Un sacco bello” (1980), “Bianco, rosso e Verdone” (1982) e collaborò alla realizzazione di “Troppo forte” (1986).

La mostra è realizzata grazie ai materiali d’archivio della famiglia Leone e di Unidis Jolly Film

C’era una volta Sergio Leone c/o Museo dell’Ara Pacis. Fino al 3 maggio 2020.Curatori: Gian Luca Farinelli in collaborazione con Rosaria Gioia e Antonio Bigini. Orario: Tutti i giorni ore 9.30-19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima). Chiuso il 1° maggio. Biglietto “solo mostra”: intero € 11; ridotto € 9; speciale scuola € 4 ad alunno (ingresso gratuito a un docente accompagnatore ogni 10 alunni); speciale famiglie € 22 (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni). Informazioni: 060608 (tutti i giorni ore 9-19)

14 febbraio 2020