Appello di Francesco per gli “esuberi” Meridiana: «Nessuna famiglia senza lavoro»

Le parole pronunciate al termine dell’udienza generale, alla quale hanno partecipato anche diversi dipendenti della compagnia aerea: «Auspico che si possa trovare un’equa soluzione». Il ricordo di san Giovanni Paolo II, nel giorno della memoria liturgica

«Io sono un esubero Meridiana». Recita così la scritta che campeggiava questa mattina, mercoledì 22 ottobre, sulle magliette dei lavoratori della compagnia aerea Meridiana, in piazza San Pietro per partecipare all’udienza generale di Papa Francesco. E proprio a loro era dedicato l’appello pronunciato dal pontefice al termine del suo intervento, nel saluto ai gruppi italiani. «Desidero unirmi alla comunità diocesana di Tempio Ampurias – ha detto Francesco – nell’esprimere profonda vicinanza e solidarietà ai dipendenti della compagnia aerea Meridiana, che stanno vivendo ore di apprensione per il loro futuro lavorativo». Quindi, rivolgendosi ai lavoratori che sventolavano palloncini rossi, ha aggiunto: «Auspico vivamente che si possa trovare un’equa soluzione, che tenga conto anzitutto della dignità della persona umana e delle imprescindibili necessità di tante famiglie». E parlando a braccio ha aggiunto: «Per favore, faccio un appello a tutti i responsabili: nessuna famiglia resti senza lavoro».

Parole che hanno raccolto il lungo applauso del gruppo di lavoratori. Così come ha incontrato il consenso dei pellegrini polacchi presenti in piazza il ricordo della memoria liturgica di san Giovanni Paolo II, che la Chiesa celebra oggi, mercoledì 22 ottobre, per la prima volta. «Nella sua prima visita nella vostra patria – ha ricordato Francesco – ha invocato lo Spirito Santo perché scendesse a rinnovare la terra della Polonia; a tutto il mondo ha ricordato il mistero della Divina Misericordia». La sua eredità, ha continuato ancora il pontefice, «non sia dimenticata ma ci spinga alla riflessione e al concreto agire per il bene della Chiesa, della famiglia e della società».

22 ottobre 2014