Appello Oxfam a Gentiloni: «Chieda annullamento del provvedimento Trump sui rifugiati»

Per l’ong, le prime vittime sono «decine di migliaia di uomini, donne e bambini, tra i più vulnerabili al mondo, in fuga da guerra e persecuzioni»

Per l’ong, le prime vittime sono «decine di migliaia di uomini, donne e bambini, tra i più vulnerabili al mondo, in fuga da guerra e persecuzioni»

Da Oxfam Italia, «al lavoro ogni giorno al fianco di milioni di profughi in fuga dai drammatici conflitti in Siria, Yemen e Iraq», arriva l’ennesima condanna del provvedimento assunto dall’amministrazione americana in materia di immigrazione e accoglienza dei rifugiati. L’ong, in un appello al premier italiano Gentiloni, chiede che il nostro governo «si esprima pubblicamente chiedendo l’annullamento del provvedimento», le cui prime vittimesono «sono decine di migliaia di uomini, donne e bambini, tra i più vulnerabili al mondo, in fuga da guerra e persecuzioni».

“Stop al provvedimento Usa su rifugiati e immigrazione”: questo il titolo dell’appello indirizzato a Gentiloni. A spiegarlo è Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia. «Siamo di fronte a un provvedimento senza precedenti nella storia recente delle democrazie occidentali – osserva -, che non solo nega un rifugio sicuro a decine di migliaia di rifugiati che ne hanno diritto, ma allo stesso tempo discrimina sulla base del Paese e della religione di appartenenza, senza per questo motivo garantire una maggiore sicurezza ai cittadini americani».

Contestualmente alla condanna di questo provvedimento, Oxfam chiede anche al governo italiano di «lanciare un segnale di apertura e condivisione di responsabilità alla comunità internazionale, offrendosi di accogliere una quota di quei rifugiati che nei prossimi mesi non potranno trovare un’accoglienza sicura negli Stati Uniti». Ancora, la ong «chiede di accelerare i tempi per il reinsediamento di tutti i rifugiati che il nostro Paese si è impegnato ad accogliere», visto che «a oggi solo un terzo di questi è effettivamente arrivato sul nostro territorio».

3 febbraio 2017