Approvata la riforma fiscale. Meloni: «Svolta per l’Italia»

Arrivato il via libera del Consiglio dei ministri: nuova Irpef con tre aliquote, Iva azzerata per i beni di prime necessità e nuove regole per la lotta all’evasione. «Con il nuovo fisco delineiamo una nuova idea di Italia, vicino alle esigenze dei contribuenti e attrattivo per le aziende»

Approvato dal Consiglio dei ministri il disegno di legge delega per la riforma fiscale. «Una vera e propria svolta per l’Italia», l’ha definita sui social la premier Giorgia Meloni, che ha parlato di «una rivoluzione attesa da 50 anni con importanti novità a favore di cittadini, famiglie e imprese. Con il nuovo fisco – ha aggiunto – delineiamo una nuova idea di Italia, vicino alle esigenze dei contribuenti e attrattivo per le aziende». Al centro, «una visione complessiva e programmatica che premia la lealtà e la responsabilità del contribuente, gettando le basi per un nuovo rapporto di fiducia con il fisco. Grazie alla riforma del sistema fiscale – ancora le parole di Meloni – abbassiamo le tasse, aumentiamo la crescita e l’equità, favoriamo occupazione e investimenti».

In concreto, si disegna una nuova Irpef, con 3 aliquote – dalle 4 attuali – già dal prossimo anno. La delega prevede anche la revisione delle tax expenditures e l’equiparazione della No tax area per lavoratori dipendenti (8.174 euro) e pensionati (8.500 euro). Per le imprese è prevista una riduzione dell’attuale aliquota Ires per chi investe e\o assume. Il provvedimento dispone anche una graduale eliminazione dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive.

Ancora, tra le novità della legge delega, l’Iva azzerata per i beni di prima necessità, lo stop alle comunicazioni fiscali nei mesi di agosto e dicembre e le sanzioni penali attenuate per i contribuenti che si sono trovati impossibilitati a pagare e per le imprese che collaborano. Previsto anche un nuovo sistema fiscale per Comuni, Province e Città metropolitane, attraverso un riordino dei tributi locali e la semplificazione degli adempimenti.

L’obiettivo, a regime, è arrivare a una flat tax per tutti. Intanto c’è quella «incrementale» per i dipendenti, che usufruiranno di un’aliquota ridotta sui redditi aggiuntivi rispetto all’anno precedente. Arriva anche l’equiparazione della No tax area tra dipendenti e pensionati e con l’istituzione del concordato preventivo biennale e il rafforzamento dell’adempimento collaborativo cambiano anche le regole della lotta all’evasione fiscale, che diventa preventiva e non più repressiva. Proprio l’equiparazione della No tax area di dipendenti e pensionati è la novità più rilevate per i redditi più bassi, che alzerebbe di 500 euro la fascia senza tasse per i pensionati.

Nelle intenzioni del governo c’è anche l’obiettivo di rimettere mano al sistema sanzionatorio tributario. Sulle sanzioni penali si userà un occhio di riguardo per chi si trova impossibilitato a pagare il tributo per fatti a lui non imputabili. Nella valutazione della “rilevanza penale” del fatto si terrà conto anche dei casi in cui siano stati raggiunti accordi in sede amministrativa e giudiziaria. Saranno alleggerite infine le sanzioni penali connesse al reato di dichiarazione infedele per le imprese che aderiscono alla cooperative compliance e che hanno tenuto comportamenti non dolosi e lo comunicano tempestivamente al fisco. Prevista un’ulteriore riduzione delle sanzioni amministrative (che può arrivare fino all’integrale non applicazione) per i rischi di natura fiscale comunicati preventivamente in modo tempestivo ed esauriente.

17 marzo 2023