Abitazioni, centri, collegi, parrocchie e famiglie. L’arcidiocesi di Valencia, in Spagna, si mobilita per accogliere fino a 200 persone imbarcate sulla nave Aquarius. Il cardinale arcivescovo Antonio Cañizares Llovera ha costituito per l’occasione un gruppo di coordinamento per mobilitare tutte le risorse disponibili in diocesi per assistere i migranti nei loro bisogni di base. Lo sbarco è previsto tra sabato 16 e domenica 17 giugno. Nel frattempo si stanno svolgendo in questi giorni riunioni tra le istituzioni locali e le organizzazioni della società civile per organizzare l’accoglienza della nave della ong Sos Méditerranée, che aveva salvato sabato 629 uomini, donne e bambini (123) ma alla quale il Viminale aveva negato l’accesso nei porti italiani.

Molti migranti sono stati trasferiti su due navi militari italiane per permettere alla nave Aquarius di navigare in sicurezza, scortandola fino al porto di Valencia. Appena arriveranno a Valencia le persone riceveranno una prima accoglienza medica di cui si occuperà la Croce Rossa e seguiranno le procedure di identificazione da parte delle istituzioni locali e le pratiche burocratiche per il riconoscimento dello status di rifugiati. «La settimana prossima – spiegano dall’arcidiocesi di Valencia all’Agenzia Sir – ci sarà una nuova riunione, poi inizieremo l’accoglienza ma non sappiamo ancora se ci manderanno adulti, bambini, donne incinte o con neonati, persone malate.  Non si sa nemmeno se rimarranno tutti a Valencia oppure andranno in altre comunità autonome. Ciò che è chiaro è la nostra disponibilità a mettere a disposizione fino a 200 posti. I luoghi dell’accoglienza dipenderanno dal profilo delle persone».

Dopo l’appello dell’arcivescovo, riferiscono ancora dalla Curia, «abbiamo avuto una risposta impressionante da parte della gente: ci hanno chiamato singoli, famiglie, sacerdoti. Abbiamo già molta esperienza in quest’ambito perché accogliamo in un collegio persone di 24 nazionalità diverse e moltissimi bambini musulmani. L’università cattolica diocesana ci potrà aiutare con i problemi di lingua». Non è la prima volta che a Valencia arrivano imbarcazioni con migranti: «L’anno scorso, nel 2017, sono stati accolti 25mila migranti. C’è già una organizzazione che funziona e noi, come Chiesa, diamo il nostro contributo negli aiuti».

Sulla vicenda della nave Aquarius intanto intervengono anche l’arcivescovo di Malta Charles J. Scicluna e il vescovo di Gozo Mario Grech, esortando le autorità politiche europee a «insistere nel trovare soluzioni umanitarie per questi migranti, senza trascurare le realtà affrontate dai cittadini dei Paesi ospitanti. In passato – ricordano – l’Europa ha affrontato altre sfide analoghe ma non ha mai perso la speranza di trovare rimedi in linea con i principi di giustizia, legge e solidarietà». I due presuli dichiarano di seguire il fenomeno dell’immigrazione «che si sta svolgendo da anni nel Mar Mediterraneo e che mostra la situazione disperata delle persone costrette a fuggire dal proprio Paese a causa della guerra o della fame. D’altra parte, questo fenomeno porta anche alla nostra attenzione la sofferenza, le preoccupazioni e i sacrifici della gente dei Paesi ospitanti che offrono rifugio a questi migranti».

I due vescovi maltesi affidano a un comunicato stampa diffuso oggi, 14 giugno, in lingua inglese, le loro riflessioni, insieme all’apprezzamento per il fatto che il governo maltese ha offerto «aiuto medico e altra assistenza» ai migranti a bordo dell’Aquarius. «Preghiamo – scrivono – perché Dio guidi i nostri politici affinché le loro decisioni future, pur tenendo conto dei nostri limiti, siano in linea con la stessa straordinaria umanità mostrata dai nostri antenati come ricordato negli Atti degli Apostoli».

14 giugno 2018