Euribor sotto il 3%, mai così basso dal 2006

Continua la discesa per i tassi interbancari che fungono da riferimento per i mutui variabili. Perplessità sugli effetti pratici per le famiglie: il parere degli esperti e le denunce del Codacons di Pietro Mariani

Scende ancora l’Euribor, il tasso interbancario utilizzato come riferimento per buona parte dei mutui variabili. Il trend discendente vede oggi il tasso a tre mesi al 2,97% dal precedente 2,99%. Lo dicono i dati dell’European Banking Federation. È il valore piu’ basso dal 19 giugno 2006. Il tasso a un mese è calato dal 2,71% al 2,69% e quello a una settimana dal 2,54% al 2,52%.

Si conferma così il calo sotto la soglia del 3%. L’Euribor a tre mesi, il più utilizzato per le transazioni commerciali e per l’indicizzazione dei mutui a tasso variabile, aveva raggiunto il 5% a inizio ottobre, destando preoccupazione soprattutto nelle famiglie che negli anni precedenti avevano optato per i prestiti immobiliari a tasso variabile. Va ricordato che all’inizio di dicembre la Banca centrale europea aveva deciso, in considerazione dell’acuirsi della crisi economica, un consistente taglio del tasso di interesse, ridotto al 2,50 per cento.

Il decreto anti-crisi varato di recente ha chiesto alle banche di affiancare a partire dal primo gennaio 2009 mutui indicizzati al tasso Bce ai tradizionali prodotti basati sull’Euribor. In questo modo le famiglie avranno la possibilità di agganciare le rate a un valore più stabile e (per ora) inferiore. Alcuni esperti esprimono perplessità sugli effetti pratici per le famiglie, che dipenderanno dalle applicazioni decise dagli istituti di credito, in particolare dal ricarico applicato dalla banca (“spread”), che potrebbe essere mediamente più elevato rispetto a quanto praticato sui prodotti legati all’Euribor.

Nei giorni scorsi il Codacons aveva annunciato di aver ricevuto centinaia di segnalazioni da parte di cittadini e notai che denunciavano di avere stipulato contratti di mutuo per la casa a tassi del 6% e più, mentre i tassi – secondo l’associazione di difesa dei consumatori – dovrebbero essere mediamente sotto il 4% per i mutui a tasso fisso e sotto il 3,4% per quelli variabili.

Il danno subito da una famiglia per il maggior costo del mutuo rispetto al mercato, secondo stime del Codacons, è pari a 1.668 euro all’anno (139 euro al mese) per chi ha stipulato un mutuo a tasso fisso e di 2.148 euro all’anno (179 euro al mese) per le famiglie con mutui a tasso variabile. Per questo il Codacons ha denunciato le banche all’Autorità Antitrust e ha chiesto l’intervento della Guardia di Finanza. Inoltre l’associazione di consumatori invita i cittadini a «non accettare condizioni folli e fuori mercato».

Intanto, crollano i rendimenti dei Bot a sei mesi e scendono sotto la soglia del 2%. Sono scesi all’asta odierna all’1,9% (in calo di 0,561 punti). Buona la domanda, con richieste per 14,75 miliardi su un’offerta di 10,5. In asta oggi anche i Ctz biennali in scadenza al 30 settembre 2010, che pagano un rendimento del 2,969% (-0,297 punti).

30 dicembre 2009

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