Il 12 febbraio il primo “sciopero delle nascite”
Proclamata una giornata di astensione dal lavoro per ginecologi e ostetriche che potrebbe bloccare circa 1.100 parti programmati, ma anche esami e visite. Il 18 gennaio l’incontro con il ministro Balduzzi di Federica Cifelli
Un giorno senza parti programmati. È stato proclamato per il 12 febbraio il primo sciopero nazionale di ginecologi e ostetriche, indetto dalle principali associazioni di categoria, che rischia di bloccare oltre mille nascite già programmate, che dovranno essere rinviate o anticipate, fatte salve le emergenze, per un totale di circa 1.100 interventi, ma anche esami e visite, negli ospedali pubblici e in quelli privati. Alla base della protesta, che coinvolgerà 15mila operatori, i recenti tagli alla sanità e le manovre finanziarie degli ultimi anni che «stanno mettendo in ginocchio l’assistenza sanitaria anche in settori chiave come quello del “percorso nascita”», hanno spiegato i rappresentanti delle associazioni in una conferenza stampa. Ma anche la crescita «incontrollata del contenzioso medico – legale che sta ponendo in seria crisi il rapporto tra medico e paziente, con ricadute gravi per la dignità e la serenità professionale dei sanitari e costi crescenti per il Servizio sanitario nazionale, a seguito del fenomeno della medicina difensiva».
Coinvolti nella mobilitazione oltre ai punti nascita ospedalieri anche i consultori familiari e gli ambulatori ostetrici extraospedalieri, dove non si effettueranno quindi né esami né visite specialistiche o ecografie. Per ginecologi ed ostetriche si tratta dell’ultima arma da usare per «smuovere l’opinione pubblica, le istituzioni e la politica». Per questo la giornata di astensione è già stata comunicata al comitato di garanzia per gli scioperi nel settore pubblico. Tre, in particolare, le richieste “politiche” in vista delle elezioni: «La certezza del finanziamento per la sanità; l’impegno ad applicare immediatamente la riforma dei punti nascita, approvata ormai due anni fa: la garanzia di misure cogenti sulla responsabilità professionale in sanità».
Intanto il ministro della Salute Renato Balduzzi ha convocato per domani, venerdì 18 gennaio, alle 9 i rappresentanti di tutte le sigle dei ginecologi e delle ostetriche, che hanno minacciato anche lo “sciopero elettorale”, con la riconsegna dei certificati elettorali ai Comuni in occasione del voto, qualora le forze politiche «non aderissero alle proposte dei ginecologi e gli altri sanitari».
17 gennaio 2013