Il tasso sui mutui sfiora il 6%, record dal 2002

Le banche rassicurano: è un livello nominale, bisogna tener conto dell’inflazione. Allarme dalle associazioni dei consumatori per l’aumento delle rate sui conti delle famiglie di Pietro Mariani

Nuovo record per i tassi sui mutui, che ad agosto hanno toccato il livello più alto dallo stesso mese del 2002. I prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, si legge nel rapporto mensile dell’Abi (l’Associazione delle banche italiane), sono saliti al 5,96%, dal 5,92% del mese di luglio. Continua così l’ascesa dei tassi di interesse, che ritoccano per il quinto mese consecutivo i massimi fatti segnare nel 2002.

Livelli record anche per i tassi di interesse sui prestiti complessivi, che ad agosto sono saliti al 6,43%, contro il 6,40% fatto segnare nel luglio scorso. Alla presentazione degli ultimi dati, l’Abi aveva fatto notare che si tratta di tassi di interesse nominali, che, se depurati dall’inflazione, mostrano un miglioramento rispetto alla situazione del 2002. Al netto dell’inflazione, ad agosto pari al 4,1%, il tasso reale sarebbe ampiamente sotto il 2%, contro il 3% del 2002.

Tuttavia le associazioni dei consumatori lanciano l’allarme. «Siamo preoccupati dal nuovo record dei tassi sui mutui, che potrebbero far aumentare le rate fino a 50 euro al mese e la Bce (la Banca centrale europea, ndr) rimane a guardare, deve aver aperto un ufficio tra le nuvole. Mentre tutto il mondo finanziario crolla perché gli americani non sono in grado di pagare i mutui e i debiti, in Europa si continua a tenere alto il tasso di interesse facendo lievitare il debito dei consumatori, e facendo superare il tetto dei tassi sui mutui, che rasentano per la prima volta dall’introduzione dell’euro il 6%». Ad affermarlo in una nota è Carlo Pileri, il presidente dell’Adoc. «I risparmi delle famiglie – aggiunge – sono falcidiati dalle cattive gestioni finanziarie e dal costo della vita che non accenna a fermarsi da 6 anni a questa parte».

È tutto il comparto dei finanziamenti bancari, come si accennava, che mostra tassi in crescita. Il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti, spiega l’associazione bancaria, «ha risentito degli impulsi di politica monetaria della Bce», che a luglio ha portato i tassi di Eurolandia al 4,25%, il livello massimo dall’agosto del 2001, con un effetto negativo sui tassi dei mutui, che avevano mostrato un timido segnale di flessione a marzo, scendendo ai livelli del luglio 2007.

Sull’andamento dei tassi si riflettono anche le condizioni del mercato interbancario, che nelle scadenze brevi tra luglio e agosto ha manifestato in media un aumento di circa 1 punto base. Da qui il livello record del 6,43%, 3 punti base al di sopra di quanto segnato il mese precedente e 55 punti base al di sopra del valore di agosto 2007.

Il rapporto mensile è stato anche l’occasione per un’opinione dell’Abi sul salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac, le due agenzie di mutui statunitensi rinazionalizzate per evitarne il fallimento. Nei giorni in cui anche il colosso assicurativo Aig si è assicurato la protezione del Governo Usa, l’associazione giudica il salvataggio di Fannie e Freddie ‘«una scelta difficile, ma necessaria», che avrà «effetti positivi sulla congiuntura statunitense». E soprattutto eviterà una possibile «crisi del sistema bancario» con ripercussioni «sull’economia reale che avrebbero fatto balzare il tasso di disoccupazione oltre le due cifre».

18 settembre 2008

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