La Madonna del Portico, icona della fede della città

Una piccola immagine che custodisce preziose memorie cristiane

Roma custodisce tante memorie cristiane che hanno sostenuto nei secoli la fede e la devozione dei cittadini. Quando nel 1656 una terribile pestilenza si abbatté su Roma, i cittadini si recarono nella chiesa di Santa Maria in Portico, che all’epoca si trovava dove oggi sorge l’Anagrafe e che poi fu demolita. Questa chiesa, costruita sulla casa dove Santa Galla ebbe un’apparizione della Vergine, conservava l’icona della Madonna del Portico. Dopo la demolizione fu riedificata nella Circonvallazione Ostiense divenendo la parrocchia di Santa Galla. L’icona della Madonna del Portico fu invocata in quel frangente doloroso come protettrice contro la terribile pestilenza e la gente affluì numerosissima tanto da preoccupare le autorità per il pericolo di contagio. Un anno dopo Papa Alessandro VII decise di trasportare l’immagine venerata nella nuova chiesa di Santa Maria in Campitelli, costruita da Carlo Rainaldi vicino al Capitolium (Campidoglio), da cui il nome della chiesa. Questa piccola icona rimane come testimonianza della fede viva di una città che sa custodire, nonostante le demolizioni e i suoi cambiamenti profondi, le sue preziose memorie cristiane.

8 gennaio 2006

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