La visita del cardinale Vallini al Santa Lucia
Nella Giornata delle persone con disabilità il porporato ha incontrato i malati e celebrato la Messa nell’istituto di via Ardeatina. Il direttore Luigi Amodio: «Ancora aspettiamo lo status di alta specializzazione» di Michela Altoviti
«Luogo di speranza, casa che ricostruisce e riabilita»: così il cardinale vicario Agostino Vallini ha parlato dell’ospedale Santa Lucia, l’istituto di ricovero e cura a carattere scientifico sull’Ardeatina dove ieri, martedì 3 dicembre, ha fatto visita agli ammalati e celebrato la Messa nella Giornata internazionale delle persone con disabilità. E della fede che genera la speranza il vicario del Papa ha fatto il centro della sua omelia: «Dio non abbandona mai – ha affermato -, Dio ricomincia sempre anche sulle aridità della vita umana». Anzi, è proprio nei momenti più difficili, come quelli della malattia e dello sconforto, «che farà fiorire nuovi germogli».
Parole importanti non solo per i malati e le loro famiglie ma anche per l’intera struttura del Santa Lucia oggetto di sistematici tentativi di declassamento e dequalificazione. Come spiega il direttore generale Luigi Amodio, «all’ospedale, di rilievo nazionale ed internazionale, continua a non essere riconosciuto lo status di alta specializzazione neuroriabilitativa nonostante la giurisprudenza amministrativa e il Consiglio di Stato abbiano in più occasioni dato ragione alla Fondazione». Sostanzialmente, ad oggi, la struttura rischia di chiudere per la mancanza di fondi e centinaia di persone vedono a rischio il posto di lavoro.
Molto sentito, quindi, l’incoraggiamento del cardinale Vallini: «In questo momento storico e sociale non facile, si deve superare la depressione con l’atteggiamento dei veri cristiani, sapendo che la speranza ha un nome e un volto: quello di Gesù Cristo». E se è la fiducia l’atteggiamento da adottare, è necessario «assicurarsi che il cuore sia puro – ha aggiunto il porporato – e che le relazioni tra noi siano autentiche» poiché «se siamo in pace con il Signore potremo avere realmente rapporti umani proficui».
Ancora, la riflessione a partire dal Vangelo del giorno con l’invito ad essere “piccoli” ossia «persone semplici, essenziali, portatrici di serenità», perché il diffuso malessere di questo tempo «può essere sconfitto anche grazie a un atteggiamento positivo», lo stesso che «la medicina riconosce come fondamentale per aiutare il malato a guarire prima». È la «cura dell’anima», per il cardinale, quella che «aiuta ciascuno a sentire il Signore vicino, a fidarsi di lui», il che equivale «ad avere la possibilità di ricominciare sempre da capo». Questo l’augurio anche per il prossimo Natale e per il tempo di Avvento, «tempo privilegiato per ripercorrere e riscoprire la storia di salvezza che si è compiuta 2000 anni fa».
Nella mattinata l’istituto di via Ardeatina aveva ospitato un convegno sul tema “Autonomia: diritti, risorse e lavoro”, al quale hanno partecipato protagonisti del mondo della politica, del Terzo settore, delle associazioni familiari di persone con disabilità. Tra i relatori anche la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, che ha posto la questione della disabilità al centro della politica. «La disabilità – ha sottolineato – diventa diversità, diventa handicap, solo quando è marcata dall’egoismo e dall’indifferenza degli altri, solo quando al pieno sviluppo della persona si frappongono le barriere architettoniche e quelle culturali, le difficoltà materiali, l’impossibilità di attivare i propri diritti, l’incertezza sul proprio futuro. In una parola la solitudine. Ma la Costituzione ci dice che questo non lo possiamo e non lo dobbiamo consentire. Non possiamo consentire che si voltino le spalle di fronte al dramma di milioni di persone con disabilità e a quello delle loro famiglie».
4 dicembre 2013