Le claustrali ricordano il Vaticano II

Si chiude nella Giornata “Pro orantibus” la tre giorni di studio e riflessione organizzata nella basilica di Santa Cecilia, dedicata alle “Madri del Concilio”. 28 i monasteri di vita contemplativa nella Capitale di Graziella Melina

Il Papa: «Tanto dobbiamo a chi si consacra alla preghiera»

Hanno vissuto il Concilio con vitalità, interesse. Ne hanno seguito le diverse tappe informandosi grazie ai giornali cattolici, tenendo incontri, organizzando conferenze. È stato un contributo vivo seppur nascosto e ancora oggi poco approfondito quello che hanno dato le monache durante i lavori conciliari, dal 1962 al 1965. Quel clima di entusiasmo e un po’ anche di perplessità con cui hanno portato avanti il percorso di rinnovamento all’interno dei monasteri lo hanno raccontato proprio alcune di loro, lunedì 19 novembre, nella basilica di Santa Cecilia al convegno “In memoria del Concilio Vaticano II. Speranza per il futuro”. La prima delle tre giornate di riflessione, per «fare memoria», come ha spiegato madre Giuseppina Fragasso, responsabile del Segretariato assistenza monache e promotrice dell’evento, è stata organizzata in occasione della giornata “Pro orantibus” che si celebra mercoledì 21 novembre. Ventotto oggi i monasteri di vita contemplativa presenti a Roma, più uno in Vaticano.

«Dal libro della storica e teologa Adriana Valerio “Madri del Concilio. Ventitré donne al Vaticano II” – ha ricordato padre Agostino Montan, direttore dell’Ufficio diocesano per la vita consacrata – veniamo a sapere che durante i lavori erano presenti come uditrici dieci religiose e tredici laiche. Delle dieci religiose quattro appartenevano a riti orientali, sei a congregazioni di vita apostolica. Nessuna proveniva dal mondo monastico. Le 23 donne avevano l’ordine di “tacere nelle assemblee generali”, ma esse hanno saputo trovare le occasioni giuste per pronunciare parole efficaci».

«In linea generale – hanno raccontato le suore dell’Ordine della Visitazione (Visitandine) – si deve riconoscere che il rinnovamento portato dal Concilio è stato ben accolto e che la fedeltà alla Chiesa, eredità specifica dei Santi fondatori, non è mai venuta meno. Bisogna ugualmente riconoscere però che davanti alla confusione generata da interpretazioni spesso contrastanti, non sempre si è riuscite a tenere la giusta misura». Mentre in alcuni Paesi «si è reagito all’esortazione al cambiamento con un timore forse eccessivo», in altri, al contrario, «si sono operate fughe in avanti, di cui spesso negli anni ci si è dovute pentire». Il cammino della fedeltà al Concilio, hanno testimoniato, «comporta la sintesi tra fedeltà e rinnovamento, tra radicamento profondo nel carisma e apertura alle forme in cui questo dono di Dio può essere oggi vissuto e offerto ai fedeli».

«L’impegno per il rinnovamento in campo liturgico – ha poi raccontato madre Battista Boggero, monaca benedettina dal 1961 – si può dire che fu il primo a galvanizzare le forze della comunità». Da un bisogno di formazione spirituale e culturale dei monasteri nacquero così «i corsi di aggiornamento biblico, liturgico, teologico, monastico per le benedettine italiane, e un periodico aggiornamento per le madri abbadesse». Furono poi organizzati convegni e congressi, simposi. «I temi di questi incontri – ha proseguito la benedettina – hanno permesso alla riforma liturgica di prendere corpo nei nostri monasteri e ci aiutano a ritrovare salde le radici biblico-patristiche della nostra spiritualità». Le madri del tempo del Concilio, ha poi aggiunto, «sono state soprattutto donne di fede, di speranza viva e a noi lasciano da custodire il loro impegno dal momento che ancora molto resta da fare anche per la profonda trasformazione culturale nella quale ci troviamo».

La tre giorni dedicata alle claustrali, alla quale ha partecipato il sottosegretario della Congregazione per la vita consacrata e le Società di vita apostolica padre Sebastiano Paciolla, si conclude oggi, 21 novembre, con la celebrazione eucaristica presieduta dal prefetto della Congregazione il cardinale João Braz de Aviz.

21 novembre 2012

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